LA FINESTRA SULLA LUNA
 
 

 

 

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titolo:
"
CHAOS (gli occhi, le mani, l'infinito)" Testi a margine di Alfredo Ferrone
autore: Anna Maria Poggi Prefazione di Giuseppe Benelli
collana: La finestra sulla luna
ISBN 978-88-32124-02-6
Volume illustrato, realizzato con tecnica artigianale, rilegato e confezionato a mano con carte di alta qualità e in cofanetto rigido.
€48,00 - pp.120 - © 2019.
In copertina, (CHAOS, part.) illustrazione originale gentilmente concessa dall’Autrice.


CHAOS (gli occhi, le mani, l'infinito) è il titolo di questa sorprendente raccolta di 47 disegni a china e acquarelli di Anna Maria Poggi. Il tratto delle linee, sicuro e travolgente, cattura subito l'attenzione su figure spesso enigmatiche, che richiamano i riti antichi delle Erinni.

(Dalla Prefazione
di Giuseppe Benelli)



 

 
 
   


Enigma della vita nell'arte di Anna Maria Poggi
di Giuseppe Benelli*

Quando il poeta latino Orazio scrive che "la poesia è come la pittura", ut pictura poesis, pone il problema del rapporto specifico tra poesia e arti visive. Come un poeta riesce a dare concretezza alle cose attraverso l'astrazione verbale, così un pittore esprime quell'aura che sembra più connaturata alle qualità della parola. È in questa ottica che va esaminato il cammino di una poetessa come Anna Maria Poggi, le cui raccolte poetiche sono sempre accompagnate da sue chine colorate. Poesie di intensa spiritualità visionaria, dove il volo degli uccelli è trasfigurato a parabola della condizione umana. E quanto più risplendente di freschezza è l'immagine poetica, tanto più rimanda a un senso allusivo ed emblematico di un gioco di specchi. "Magia di sortilegi/ arcani e sacri/ da un medioevo lontano". Come le Selve amate, "regno/ di sacerdotali riti", dove "per potere di streghe/ figlie della terra,/ sorelle di ogni forza/ che sprigiona da selvaggia natura,/ vorrei nel vostro impero/ stendermi e lasciarmi/ cullare da fragranze/ che solo a voi appartengono".



Lucenti fiamme
del sabba
salgon verso
i corpi sospesi…


(Alfredo Ferrone)
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CHAOS (gli occhi, le mani, l'infinito) è il titolo di questa sorprendente raccolta di 47 disegni a china e acquarelli di Anna Maria Poggi. Il tratto delle linee, sicuro e travolgente, cattura subito l'attenzione su figure spesso enigmatiche, che richiamano i riti antichi delle Erinni. Sembra quasi che il segno scavi dentro di noi, togliendo incrostazioni e impedimenti per agevolare il rapporto con la memoria delle emozioni e dei pensieri che tutto il nostro essere elabora indipendentemente dalla nostra volontà. I greci hanno dato tanto spazio alla mente per paura delle Erinni, cioè dell'imprevisto, dell'ignoto, di ciò che è "evento improvviso e inaccessibile". Queste immagini interpretano questo evento, questo ammettere in sé e fuori di sé il mistero.



Adorne di beltà
vostra ove corre
dolce un tempo
di eterna primavera…


(Alfredo Ferrone)
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A volte in questi disegni pare di cogliere solenni motivi danteschi che privilegiano le fiamme dell'Inferno. Il rosso evoca seduzione, bellezza, trasgressione e rivolta. L'espressionismo di queste immagini appare uno sforzo legittimo per non perdere nulla della complessità di un'emozione. Questa tendenza si ostina, forse in modo chimerico, a creare un linguaggio poetico dove ogni figura rivela valori nascosti. Il tutto in un armonioso equilibrio dove il vortice dei segni ci accompagna in un divenire convulso che tutto avvolge con forza sensuale e misteriosa. Un'intuizione che infonde una musica segreta in tutte le sue opere, una tensione continua verso un dinamismo che è continua trasformazione. Un dinamismo energetico, di forze quasi esoteriche e irradianti, che si manifesta nella circolarità vorticosa. Del resto proprio la spirale è all'origine di quel percorso labirintico, noto agli aruspici babilonesi, che propone strade e passaggi obbligati, sovverte i percorsi, ci trasmette una sensazione di incertezza. Per questo, come scrive Marguerite Yourcenar, l'artista si sente "accanto al nocciolo misterioso delle cose come di notte, talvolta, si è accanto a un cuore".

Ad offrire
globo di lucore
che l'iridi affascina
a rischiarare l'anima
ove il sogno m'avvince…


(Alfredo Ferrone)

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La ricerca di Anna Maria Poggi intende così analizzare l'umanità per capire quali siano gli spiriti e le potenze sconosciute che si agitano sotto la superficie rassicurante dell'apparenza razionale. Per questo in tutti i suoi disegni affiora un'estraneità spaesante dietro la maschera illusoria di volti e figure. Come la psicanalisi mette a nudo calandosi nelle profondità del , così l'artista tenta di discernere ciò che si trama nel profondo del suo spirito. Lo spirito del magico, i temi eterni dell'identità, dell'amore e della morte, sono condivisi con il corpo che Anna Maria incide e scruta: lo tira per i capelli accentuandone l'espressività, lo idealizza o lo mostra con crudo realismo.



Non nacqui
se non avido di vita,
avido di conoscere…


(Alfredo Ferrone)

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Traspare una sensualità di forte impatto che assume il significato di slancio vitale cosmico, dove il mistero dell'amore si sublima in intrighi complessi e avvincenti. Da un lato eros che "squassa l'anima come vento che al monte sulle querce si abbatte", canta Saffo, ma anche eros come desiderio che dai corpi arriva alle menti e poi all'idea suprema di bello e bene, come si legge nel Simposio di Platone. Le chine colorate o in bianco e nero di Anna Maria creano circonvoluzioni di corpi, piante e paesaggi privi di una soglia tra materia e spirito, concependo un'arte in senso carnale, come solo una sensibilità femminile riesce a fare. Il tempo della donna è ciclico, quello maschile lineare. Per questo la dimensione erotica rinvia a una dimensione ulteriore e mancante, portatrice di un desiderio che non trova mai risposta completa. Mentre il tempo, disertore di un passato e anelante l'avvenire, si affanna nella sua corsa a spirale intorno all'anima delle cose.



Carnal giogo
di duolo e voluttà
che assiepan,
nudo al di voi volere
m'intrigate a oltranza…


(Alfredo Ferrone)
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Eros, il grande daimon della creazione, ci spinge oltre l'apparenza delle forme che scorrono per svelarci l'essenza della bellezza. Siamo agiti da una spinta che non possiamo domare né con la nostra ragione, né con la nostra volontà. Il mutevole dell'invisibile ha l'acqua come elemento materiale: le fonti e i fiumi come labirinti nei quali perdersi, il mare e gli stagni come occhi che ci fissano insonni. Questa dimensione dell'ingovernabile contraddice l'ideale di una vita compiuta, autonoma, capace di guidare il proprio destino. Il caos non è l'opposto del cosmos, ma la sua matrice, la sua ombra, il suo sangue. La vita contiene un eccesso che ci sgomenta: la vita è una marea montante che ci illudiamo di disciplinare. Le arti della poesia e della pittura di Anna Maria Poggi offrono un esempio illuminante di quanto sia necessario accogliere l'esposizione al caos per rendere possibile la creazione. Le sue chine esprimono la fiducia sia nella possibilità di rappresentare l'umanità, sia di riuscire a farlo guidati da un criterio estetico. La bellezza, intesa come ordine e proporzione, è un modello estetico che nasce nell'antica Grecia e che resiste fino a noi.



Nel puro amplesso
ove trascorron
tempi eterni
e han segrete note
le ore…


(Alfredo Ferrone)
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Anna Maria ci dice con la sua arte che per incontrare occorre lasciarsi sedurre da cose e persone. Solo l'amore apre il nostro cuore a un incontro vero e proprio, allontanandoci da noi per ritrovarci nello stupore per l'altro. I poeti dimenticano se stessi e si ritrovano accresciuti dalla vita a cui si sono aperti; i pittori mettono in gioco la vita cercando nell'arte la loro immagine proiettata nel simbolo e nel mito. Solo chi "sente" la vita ne scopre le incrollabili radici d'amore, e vuole proteggerle e coltivarle in sé e negli altri. Contro le paure ancestrali dell'uomo, il mito è l'ultima salvezza sull'orlo del precipizio e si presenta come antidoto all'horror vacui dell'esistenza.



Fuor dal bel sogno
ciclico, nulla m'attende,
fuor da tal sogno
la pena riprende…


(Alfredo Ferrone)

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*Giuseppe Benelli ha insegnato Istituzioni di Filosofia, Filosofia teoretica e Filosofia del linguaggio alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova. Dal 1978 è membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Città del Libro, che organizza il Premio Bancarella, il Bancarellino e il Bancarella Sport; nel 1992 ne diventa Vicepresidente e dal 2004 al 2014 Presidente. Dal 1981 è Presidente della Sezione di Pontremoli della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi e condirettore del relativo Archivio Storico. Nel 2003 e nel 2017, già socio e nume tutelare del Centro Lunigianese Studi Danteschi, viene eletto presidente del “Comitato per le celebrazioni dantesche (rispettivamente) 2006 e 2021”. Dal 2002 al 2003 ha fatto parte della Commissione Ministeriale per la Semplificazione del Linguaggio Amministrativo. Nel 2008-2009 ha svolto, per conto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Direzione generale per lo Spettacolo dal vivo, lo studio sulle “Linee organizzative del Teatro Italiano”. In particolare è stata elaborata la ricerca: “Il teatro contemporaneo italiano. Esegesi ermeneutica”. Dal 2010 al 2013 è membro del Comitato scientifico del Centro per il Libro e la Lettura, che fa riferimento al Ministero per i Beni e le Attività culturali. Nel 2011 è stato eletto Presidente dell’Accademia lunigianese di scienze, lettere e arti Giovanni Capellini della Spezia, che promuove convegni scientifici, pubblicazioni storiografiche, presentazione di libri e concerti.

 
 
 


Anna Maria Poggi (qui accanto in un autoritratto) ha insegnato nella scuola pubblica.
Ha scritto di poesia e di prosa.
Vive a Forte dei Marmi, suo paese natale.

Per Cicorivolta Edizioni, ha pubblicato:
Fato e Sibilla, Vespero e Aurora, Luci ed ombre, che costituiscono, ad oggi, in perfetta simbiosi con la tematica universale del panta rei,i primi tre volumi illustrati della sua poliedrica, intensa Collezione Poetica;a quattro mani con Alfredo Ferrone, la raccolta di liriche Sulle ali di Pegaso (tutte le edizioni con illustrazioni dell'Autrice).

Nel 2018 ha pubblicato la raccolta di racconti La bimba, l'arancia e altri talismani.
Sotto lo pseudonimo di Virginia Molina, ha inoltre pubblicato nel 2016, il fortunato romanzo autobiografico Il canto delle foglie, giunto nel 2018 alla Seconda Edizione.
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Alfredo Ferrone (qui ritratto da Anna Maria Poggi) è nato e vive a Forte dei Marmi.

Uomo nel sogno e poeta del tempo, i suoi versi paiono onde di passione alla ricerca intima dell'approdo che non è mai definitivo. Al di là e al di fuori di ogni schema finito, la sua analisi poetica dei sentimenti più intimi accarezza l'enigma dell'eros con la sensualità dell'uomo e lo stupore del fanciullo, attraverso pulsioni e parole antiche come selve primordiali: laddove luci, suoni, odori, intense coloriture sprigionano dalle nubi immaginifiche del cosmo.

Da sempre assiduo e profondo frequentatore dell'animo umano, fra ricerca espressiva e virtuosa contemplazione, ha pubblicato le raccolte poetiche: La memoria orbata (L'Autore Libri Firenze, 2002) e a quattro mani con Anna Maria Poggi, Sulle ali di Pegaso (Cicorivolta, 2018).
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