collana poetál
 

 

 

ordinalo senza spese di spedizione

... e di Francesca Del Moro, leggi anche "Gabbiani ipotetici " e "Le conseguenze della musica"

titolo: "Gli obbedienti"
autore Francesca Del Moro
(Postfazione di Anna Maria Curci)
collana poetál
ISBN 978-88-99021-48-1
© 2016 - € 10,00 - pp. 120 -
In copertina, “Sogno di Apollo (dettaglio)”, matita su carta, 30 x 40 cm,
© 2015, di Alessandro Sicioldr.


III

Guardi il display con la tavola
ridente e la sfoglia Buitoni
i cartelloni con le bocche
spalancate per la gioia
delle cose.

Bisogna vendere cose
vendere sempre vendere
le cose.

Tu marci con gli altri
nel grigio mattino,
farai la tua parte.

V

Cani e porci

Alle nove attaccate
la catena al terminale
lunga quanto basta
per andare a pisciare.

Siete cani da cortile
a cui non serve più buttare
neanche un osso ogni tanto
e in questa Animal Farm
comandano sempre i porci
che, se li incontri fuori,
non ti guardano negli occhi.

 

 


Gli obbedienti di Francesca Del Moro, leggi la nota di Claudia Zironi su Versante Ripido Fanzine
 


Clicca sull'immagine a sinistra e leggi l'ottima recensione a firma di Luca Ariano sul n. 65 della rivista Le voci della luna.
 
"Francesca Del Moro: obbedienza o dissidenza?"... leggi anche il prezioso commento di Renato Barilli su www.renatobarilli.it
 


clicca qui e leggi per SATISFICTION l'intervista di Gianluca Garrapa a Francesca Del Moro in cinque sensi

 

 


“Una colonna sonora attenta a cogliere e a trascrivere la condizione contemporanea, condizione che all’aggettivo ‘umana’ non può non applicare, gogna permanente, un prefisso: dis-umana, sub-umana, trans-umana, con buona dose di probabilità non oltre-umana. Non è facile dare misura e stile alla rabbia per l’indegnità - la privazione di dignità - inflitta e auto-inflitta quotidianamente. Questo obiettivo è raggiunto da Francesca Del Moro con Gli obbedienti, raccolta compatta, rimata e ritmata ad arte e con tutti i sentimenti. Con tutti i sentimenti, sì, perché c’è la sera, e la sera chi rimbocca le coperte innaffia mestamente le speranze, addossandosi colpe, nella speranza testarda di toglierle ai figli. Alla luce della sera di una giornata a ciclo continuo, iniziata nell’alba dal sapore metallico di una stazione per pendolari, proseguita a testa china nell’open space o con il viso fugacemente sottratto al grigio e rivolto al sole in una pausa quasi rubata, alla luce di questa sera, dunque, si delinea chiaro e insopprimibile l’intento della parola, gesto meditato, rivolta, testimonianza, strappo, critica, memoria”.

(Dalla postfazione di Anna Maria Curci)


 

 

Quali sono i migliori libri sul lavoro, i saggi e le narrazioni che possono aiutarci a comprendere i rapidi cambiamenti che stanno investendo la società e il nostro modo di vivere? A questa domanda, tra le altre, hanno risposto i relatori di Nobìlita, il primo Festival di cultura del lavoro italiano, tenutosi all’Opificio Golinelli di Bologna il 23 e il 24 marzo 2018... leggi l'articolo di Simone Casavecchia su www.sololibri.net

“Una colonna sonora attenta a cogliere e a trascrivere la condizione contemporanea, condizione che all’aggettivo ‘umana’ non può non applicare, gogna permanente, un prefisso: dis-umana, sub-umana, trans-umana, con buona dose di probabilità non oltre-umana... leggi la recensione di Silvia Rosa su http://poesia.argonline.it

Francesca Del Moro, Les obéissants, Cicorivolta éditions: Paru en langue italienne sous le sigle de collection Liberté, égalité, diversité (c'est déjà plus qu'un programme), voilà un livre de poésie qui nous submerge d'interrogations sur le monde, sur le pourquoi de vivre, sur la fragilité et le mutisme des masses, sur le néant, sur l'inutilité de l'espoir en quoi et en qui que ce soit, divinités incluses. A la limite, sur la poésie elle-même, ou l'inutilité du cri, ou, justement, son utilité, mais pour les seuls initiés que nous sommes...leggi la recensione da parte del poeta italo-belga Francis Tessa sul sito di AREAW Association Royale des Ecrivains et Artistes de Wallonie

Con un abile haiku l’autrice lancia una provocazione rivolta anche a se stessa, e che io ho inteso anche rivolta a tutti noi che in un modo o nell'altro andiamo conversando - non sempre in modo equilibrato - attorno a questo argomento: l'arte... leggi la recensione di Luigi Paraboschi su www.poliscritture.it

“La vita esatta. / La corsa della cavia / dentro la gabbia”. Già da questi primi versi, Gli obbedienti di Francesca Del Moro si presenta come una proposta coraggiosa sia per la tematica in sé che per la scelta di scriverne in poesia. Il mondo del lavoro, inteso come luogo del non esistere, dell’annullamento e dell’alienazione, è stato argomento di narrativa, o di studi socioeconomici, ma più raramente di poesia. Come a escludere, considerandolo impoetico, un ambito invece così fondamentale, se non... leggi la recensione di Luigi Cannillo per lamacchinasognante.com

L'universo lavorativo ai giorni nostri. Un coacervo di angosce, privazioni, ricatti, paure cui sottostà il corpo e la mente di chi lavora, senza trovare sostegno alcuno. Un universo in cui è lampante, prima di ogni altra cosa, la perdita di orizzonte da parte del lavoratore. Una perdita cui ne segue un'altra, quella della dignità dentro e fuori gli uffici e le fabbriche. Perdita ben stigmatizzata da Francesca Del Moro lungo tutto Gli obbedienti, sua ultima raccolta in ordine di tempo.Ma prima di ogni cosa, dietro i novantacinque testi che compongono questa frastagliata narrazione in versi, quasi una dantesca discesa agli inferi, è possibile… leggi la recensione di Sergio Rotino per versanteripido.it

Istanze di realismo in Francesca Del Moro: Gli obbedienti.Leggendo Gli obbedienti, ultima raccolta di Francesca Del Moro, mi sono tornati in mente Giovanni Giudici ed Elio Pagliarani: mi è tornato in mente il loro avere messo in poesia quegli anni in cui del boom economico già si vedevano gli effetti negativi, e non più solo l’esaltazione di una propaganda eccessivamente euforica... leggi la recensione di Fabio Michieli per poetarumsilva.com

Questa raccolta di Francesca Del Moro mi ha fatto tornare in mente i versi di Sergio Corazzini in Desolazione del povero poeta sentimentale: "Le mie tristezze sono povere tristezze comuni./ Le mie gioie furono semplici,/ semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei"... leggi l'esplosiva recensione di Caterina Davinio su poetarumsilva.com

La nuova silloge poetica di Francesca Del Moro, Gli obbedienti, si struttura attorno a due intenti ossimorici: in primo luogo, nel coniugare metri e forme tradizionali ad una materia del tutto contemporanea; e, in secondo luogo, nel mettere in rapporto il sentimento della commozione interiore (scaturigine per lo più camuffata di questi testi) con l’oggettività ed il disincanto della rappresentazione... leggi la sottile recensione di Franca Alaimo su il giardino dei poeti.wordpress.com

Ho sempre provato vicinanza per quegli autori che nei loro versi trattano il trascorrere della vita quotidiana narrandone l’aspetto malinconico, a volte drammatico. Quegli autori che, per intendersi, trattano il mal du vivre... qui la nota di lettura integrale di Enea Roversi su tragicoalverman.wordpress.com

Potrebbe essere questo il senso più importante che la poesia detiene oggi, quello di indicare wittgensteinianamente la direzione da seguire per “raccapezzarci nel mondo”.Il realismo poetico di Francesca del Moro: nota critica di Sonia Caporossi... leggi la politematica recensione di Sonia Caporossi su criticaimpura.wordpress.com

Incapaci di ragionare le cose in misura globale, polverizzati tra pratiche quotidiane e corsa all'inutile, abbiamo omesso una reazione di difesa al graduale processo di sottrazione del valore umano. Aspettavamo forse una minaccia improvvisa per difenderci?... leggi la sviscerante recensione di Emilia Barbato su letteraturanecessaria.wordpress.com

L’autoespropriazione dell’umano attraverso gradi sempre più densi di finzioni. La carne da macello o da cannone che siamo diventati. Il grande merito di Francesca, aver chiamato civile col suo nome: sociale... leggi l'appassionata recensione di Alessandro Assiri su wordsocialforum.com

leggi l'ottima recensione di Christian Tito su perigeon.wordpress.com

Gli obbedienti di Francesca Del Moro, anche su giardinodeipoeti.wordpress.com

 

 
 
 
 

Francesca Del Moro è scrittrice, traduttrice, editor, performer e organizzatrice di eventi legati alla poesia. È nata a Livorno nel 1971 e vive a Bologna. È laureata in lingue e dottore di ricerca in Scienza della Traduzione. Ha pubblicato le raccolte di poesia Fuori Tempo (Giraldi, 2005), Non a sua immagine (Giraldi, 2007), Quella che resta (Giraldi, 2008), Gabbiani Ipotetici (Cicorivolta, 2013), Le conseguenze della musica (Cicorivolta, 2014), Gli obbedienti (Cicorivolta, 2016). Nel 2014 LaRecherche.it in collaborazione con la rubrica Poesia Condivisa nel portale Poesia 2.0 le ha dedicato l’e-book antologico Interni, notte. Ha curato e tradotto numerosi volumi di saggistica e narrativa ed è autrice di una traduzione isometrica delle Fleurs du Mal di Baudelaire, pubblicata da Le Cáriti nel 2010. Ha contribuito come poeta, traduttrice e performer ai cataloghi, alle opere di videoarte e alle performance di presentazione delle mostre collettive di arte contemporanea Scorporo (2011), Into the Darkness (2012) e Look at Me! (2013), tutte curate da A. M. Soldini. Propone performance di musica e poesia insieme alle Memorie dal SottoSuono, con cui ha inciso due brani inclusi nelle compilation Leitmotiv 13 (2013) e Leitmotiv 14 (2014), prodotte da Fuzz Studio, e ha partecipato alla realizzazione del primo album omonimo, uscito nel marzo del 2016. Nel 2013 ha pubblicato la biografia della rock band Placebo La rosa e la corda. Placebo 20 Years, edita da Sound and Vision. Dal 2007 organizza eventi in collaborazione con varie realtà bolognesi e fa parte del comitato organizzativo del festival multidisciplinare Bologna in Lettere. Cura la rubrica “Poemata. Versi Contemporanei” per la rivista ILLUSTRATI edita da Logos.

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