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titolo:
"Le
sorprese dell'inaspettato"
collana blocknotes
autore Emanuele andreuccetti
ISBN 978-88- 97424-19-2
€
13,00 - pp.209
- © 2012
Che
centra il fatto che Majorana sia morto in realtà durante
leccidio della Certosa di Farneta, o che il volto Santo di Lucca
sia il vero Sacro Graal, con la storia di un quarantenne disilluso dalla
vita?
Jonas
è un uomo costretto, da una serie di sfortunati eventi,
a cambiare diversi lavori, città e amori senza mai trovare un
luogo e una situazione in cui essere finalmente se stesso.
Un po per carattere e un po per il complicarsi degli eventi,
si è sempre ritrovato a fuggire dagli imprevisti che gli si paravano
davanti.
Un
giorno però fa la conoscenza di un tizio che gli mostra un manoscritto
su cui è riportata una storia sorprendentemente simile al romanzo
della sua vita.
Grazie
a questo incontro, Jonas comincerà a percorrere una strada diversa
e a vivere unesistenza inedita, aperta alle sorprese dellinaspettato...

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Brano
tratto da "Le
sorprese dell'inaspettato"
(...)
VIII
Il
viaggio di ritorno fu quasi interamente occupato dai pensieri di quellincontro
e dagli atteggiamenti troppo sbrigativi del priore. Era evidente che nascondesse
qualcosa, ma Jonas non riusciva a capire il perché di tutto quel
mistero.
Invece di ritornare nel suo appartamento, volle condividere subito con
Natalia i propri pensieri e le proprie perplessità.
Pensava di essere ormai di casa da quella donna perché tutto di
lei pareva già familiare e rassicurante.
Si sentiva, però, scoraggiato e deluso sia dal fallimento della
propria missione, sia dallottusità del mondo che lo circondava.
Non era uno sprovveduto e sapeva bene che non sarebbe stato facile scovare
e far venire alla luce ciò che si voleva tener nascosto. Ma che
poteva esserci di così tanto pericoloso e imbarazzante da far agire
i due frati in quel modo?
Appena entrato in casa, Natalia capì subito dallo sguardo dellaltro
che qualcosa era andato storto.
Allora corse incontro a Jonas e in silenzio lo strinse a sé e lo
baciò. Laltro si abbandonò a quella stretta come se
volesse sorreggersi a qualcuno, abbandonandosi, così, allinevitabilità
del destino. Natalia lo tirò su con un colpo di schiena. Voleva
che luomo riprendesse le forze, che non si buttasse giù di
nuovo, che capisse che niente è perduto e che forse uno spiraglio
si affacciava sempre proprio quando tutto sembrava chiudersi in un vicolo
cieco.
Lei laveva già sperimentato e in silenzio, con quello strattone,
cercò di ricordarlo anche a Jonas.
«È che non so da che parte cercare, adesso
» sospirò
luomo capendo il messaggio.
«Vedrai che sarà la strada stessa a venirti a cercare. Qualche
tempo fa, quando non sapevo che pesci prendere di fronte ad alcune decisioni
importanti, aprivo la Bibbia a caso e leggevo i primi versetti che mi
balzavano agli occhi. A volte il passo mi si presentava oscuro e allora
richiudevo il libro. Altre volte era veramente un suggerimento concreto
su cosa fare».
«Ma è superstizione».
« Non credo e poi lo faceva anche San Francesco quando, di fronte
allinaspettato, non sapeva dove battere la testa ».
Natalia andò a prendere il testo sacro che usava tenere sopra il
comodino di camera e lo porse a Jonas il quale, chiusi gli occhi, aprì
il libro a caso.
«Che cosa ti è venuto?».
«È il salmo 32. Ti leggo i versetti che mi hanno colpito
per primi:
Ti istruisco e t indico la via da seguire.
Ti darò consiglio, vegliando su di te: non essere come il cavallo
e il mulo che non hanno discernimento ».
« Bello, vero? ».
« Sì, è bello ma non capisco. Come fa a Dio a istruirmi?
Mi manda unemail?».
«Non scherzare. Intanto penso sia un messaggio di speranza e poi
mi sembra ti dia unindicazione: non intestardirti! Ora che hai fatto
tu il primo passo e hai aperto una breccia, vedrai che, grazie a questo,
qualcosa si muoverà
Ma, a pancia vuota si riflette male.
Vieni che prepariamo qualcosa insieme».
Jonas si tirò un po su, soprattutto per quello che aveva
ascoltato da Natalia e per quellenergia che sprigionava quando parlava.
Gli erano piaciuti soprattutto gli occhi che come due stelle si erano
messi a brillare nella notte del suo sconforto.
Lasciandosi guidare da quellastro si mise a trafficare in cucina
e per un attimo abbandonò i pensieri che lo avevano assillato riducendolo
a uno straccio.
Proprio in quel momento squillò il cellulare.
Jonas arrancò goffamente per la sala alla ricerca del telefonino
che si era dimenticato nascosto da qualche parte. Gli ci volle un bel
po prima di trovarlo nella tasca della giacca.
Appena riuscì a rispondere, udì dallaltra parte un
lungo e profondo sospiro e una voce timida e quasi impercettibile che
diceva: «Se vuole avere delle risposte circa la sua ricerca, deve
rivolgersi al professor Antoni, dellIstituto Storico Lucchese. Faccia
attenzione, però, e sia molto scaltro. Non si fidi di nessun altro
e non condivida le sue intenzioni con estranei. Usi bene la sua capacità
di discernimento».
Jonas segnò il nome sullo scontrino della spesa che aveva trovato
sul tavolo della sala.
«La ringrazio, ma con chi sto parlando? Come ha fatto a rintracciarmi?».
Come risposta ebbe soltanto un clic e poi il silenzio.
«Niente di grave spero. Stai facendo di nuovo una faccia
!»
disse Natalia un po preoccupata.
«Vorrei vedere te! Mi è arrivata la telefonava che attendevo
».
«Cioè? Ti ha chiamato Dio?».
«Dio no, ma quasi
Anzi, credo proprio di sapere chi fosse
al di là della cornetta. Mi ha detto di contattare questo professore».
Jonas fece vedere il biglietto a Natalia senza pronunciare il nome scritto,
forse perché temeva di essere udito da qualche orecchio indiscreto.
Le pareti hanno mille orecchie e in Jonas stava crescendo sempre più
il sospetto dessere spiato.
(...)
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Emanuele
Andreuccetti
(1970) è presbitero della chiesa di Lucca dal 1996.
Dopo essersi laureato in scienze pedagogiche si è occupato per
diversi anni, in campo catechistico, del metodo narrativo come prospettiva
educativa.
In seguito, ha voluto sperimentare la realtà del lavoro come lucidatore
di mobili presso una piccola azienda di artigiani. Da due anni, infine,
è insegnante di Religione cattolica in una scuola media
della periferia della città.
Nel 2007
ha pubblicato, per le edizioni Dehoniane di Bologna, il saggio La locanda
dei racconti. Una pastorale in stile narrativo, in cui ha raccolto
tutti i suoi studi e le sue ricerche sul metodo del raccontare nella formazione
e nella vita della Chiesa.
Nel 2011 è nato il suo primo romanzo Tobias. L'infinito cammino
di Dio
con gli uomini, edito dalla Nuova Rosa Editrice di Forte
dei Marmi.
Agli inizi del 2012 ha ricevuto il primo premio in occasione della XVª
edizione del Premio città di Empoli Domenico Rea pubblicando una
serie di racconti ambientati a Lucca.
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