temalibero
 
 

 

 

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titolo: "Vivo con calma nella mia pigrizia" (pensieri poetici)
autore: Giuliano Corsetti
collana:
temalibero
ISBN 978-88-32124-00-2
€ 12,00 - pp.144 - © 2018


SAN TOMMASO*

Fermati un attimo
È inutile che continui a cambiare canzone
La musica è sempre la stessa
Sei tu che vuoi ascoltare altro
Metti un pezzo che non ti piace
Bevi un vino scadente
Mangia la pasta fredda e il pane secco
Litiga amichevolmente con qualcuno
Spettinati e esci
Vai dove non vuoi mai andare
Poi però domani
Ricorda queste cose
Assapora di nuovo
Vedi quale ti piace di più
È inutile tenere quella bolla d'aria nello stomaco
quando si rinuncia a qualcosa
Che non si conosce o fin troppo bene
Se ti va
Se ti piace
Fallo
Anche se dicono che non va bene
Se comporta solo te
Fallo
E Se non riesci
Fallisci.


 


"Sono un pieno di benzina lasciato nella pompa".
La verità è che Giuliano Corsetti scrive quello che vive. E lui vive molto intensamente, senza finzione: sia che non faccia niente, sia che stia facendo qualcosa tipo uno di quei lavori interinali/occasionali/temporali. E ad ogni modo, il suo far niente non è mai banale. La sua scrittura è intima e sfrontata, generosa e ostinata, sgualcita e personalizzata per sua stessa natura e appuntita per quanto taglia, punge, sanguina, ferisce, diverte: perché è viva e vera.
(Paolo Brunelli)

 
 


UN SABATO DI QUELLI...

Ero appena entrato in quel posto di merda
che ho sempre odiato
Anche se stavolta non avevo niente da perdere
M'ero lasciato da poco, sarà stato un mesetto credo
Comunque è sabato notte e rimane l'unico
posto aperto e non sono io a pagare da bere
Perché no?
L'avrei vista sicuramente, ma cosa potevo farci,
sarebbe successo prima o poi e m'ero stancato d'evitarlo
C'avviciniamo ondeggianti
Eravamo in due
L'altro era molto più basso di me ma più grande d'età
Anche lui abbastanza avvelenato col genere femminile
Già, proprio loro
Si diceva che costasse dieci euro, era l'apertura
Conoscevamo il buttafuori ed entrammo senza problemi
M'avvicinai tra tutta quella feccia,
ero costretto per arrivare al bar
Due gin lemon e via
Saranno passati una dozzina di minuti ed arrivarono
La musica era a dir poco penosa, la gente anche peggio
Cercavamo delle persone nel privè, diceva il mio amico
E mentre riattraversavo quel fiume in sbattimento
Bevevo dalla cannuccia proprio come odiavo fare
ed avevo il giubbino di pelle tra tutti scamiciati
ero riccio trascurato e scapigliato tra sbarbati
Ero sicuro talmente sicuro che non ne rimasi
neanche sorpreso
Vidi una mora accinghiarsi ad un brizzolato,
quasi tutto bianco
Solito marpione schifoso
Come biasimarlo
Era lei
Cazzo come ci dava dentro
Mi riconosce e mi saluta con quella faccia
Meglio non usare oggettivi decorativi
Compiaciuta
Ricordo che non pensai neanche di decidere
Che già ero fuori
All'entrata c'era un altro dei pezzi
che avevamo perso per strada nella serata
Dopo averli trovati
Lui era andato in un altro bar con quello
che ci ero uscito io inizialmente
Ci separammo per esigenza
Lui era lì che discuteva per entrare
Non è che fosse ubriaco
ma neanche lucido come acqua di sorgente
Aveva una maglia stile americane di quelle università
Bellissimo
Avrà avuto credo la terza media
Un lottatore vero
Gli chiesi al volo dove avesse lasciato l'altro
Lo chiamai subito
Mentre scolavo con rabbia e senza cannuccia
finalmente il mio bicchiere
Dopo aver vomitato qualche volta e anche di più
M'ero ripreso
Quella visione mi ricordò cosa cazzo era successo
Semplicemente eravamo tornati quello che eravamo
Io niente di che
Tu forse anche meno.

 

IL FU GIGI PROIETTI DEI POVERI

Avevo una bella voce
Forse stonata ma almeno gli amici all'epoca
Ridevano quando io provavo a farli ridere
Riuscivo a far delle buone imitazioni
Buone comunque per un ragazzo di tredici anni
Facevo perfino il Gabibbo
Quello sì che mi usciva bene
Tanto bene che a forza di farlo
Mi sono giocato le corde vocali
Ora qualche tonalità non riesco proprio a farla
Tutto questo per strappare una risata a qualcuno
che semplicemente me l'ha chiesta
Riuscivo a fare anche tante altre cose
credo sopra la norma
Le ho perse per strada
Il solito talento male indirizzato
Forse ora so fare qualcosa che dieci anni fa
non mi sarei mai immaginato di poter riuscire
Ragazzo incompleto
Indeciso e lunatico
Sono un pieno di benzina lasciato nella pompa
Sono l'unico albero caduto d'estate
Sono il blocchetto d'appunti mai più riaperto
Lasciato nel dimenticatoio
mai buttato via né distrutto
Lasciato lì inerme
A giocare in solitudine con la polvere e il buio
Aspettando qualche nipote curioso o un incendio doloso.

 


(*Testi tratti da “Vivo con calma nella mia pigrizia”)



 

 


Giuliano Rocco Corsetti è nato a Cassino (Fr) il 31 dicembre del 1990.
Primo di due figli, termina gli studi diplomandosi come perito chimico ma senza mai lavorare come tale.
Ha lavorato per anni in un negozio di alimentari e in seguito cambierà altri lavori senza aver ancora trovato
una "sistemazione" permanente.
Nel 2017 ha pubblicato da Cicorivolta "Domani non lo so (pensieri poetici)".

 

 

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