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titolo: "ALZHEIMING
- DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI ALZHEIMER
(Un vademecum umano, etico, relazionale)"
collana Looking
for Monica
autore:Paolo Brunelli
Con la Postfazione di Giovanni Gelmini
ISBN 978-88-32124-61-3
€13,00 - pp.88 ©2025
Intorno all'Alzheimer si sono formate parole dure, immagini fosche, silenzi
pesanti. Ma chi vive questa esperienza da dentro o da vicino sa che, oltre
la paura, c'è molto altro.
Fragilità, sì - ma anche dignità.
Smarrimento - ma anche relazione.
Silenzio - ma anche presenza.

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ALZHEIMING
è un vademecum umano, narrativo, relazionale.
Pensato per chi vuole attraversare l'Alzheimer con occhi nuovi. Non un
manuale clinico. Non un elenco di sintomi: piuttosto una mappa emotiva,
fatta di parole-chiave, riflessioni, domande vere.
Parla di memoria e di corpo, di emozioni e di tempo, di chi cura e di
chi è curato, di chi non ricorda più ma resta comunque qualcuno.
ALZHEIMING è il verbo che non si trova nei dizionari,
perché appartiene a un altro ordine di linguaggio: quello che nasce
prima del pensiero, tra i gesti, gli sguardi, la cura. Un verbo che parla
di movimento, trasformazione, possibilità. Perché anche
quando la memoria vacilla, qualcosa resta. E ciò che resta, è
tutto.
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(Introduzione)
Alzheiming,
il tempo che si coniuga
C'è
un momento, spesso silenzioso, in cui tutto cambia. Un giorno qualsiasi,
una parola che si perde, un nome che non torna, uno sguardo che sfuma.
E intorno, l'impaccio: delle parole, dei gesti, delle emozioni.
È da lì che nasce "Alzheiming".
Non per spiegare cos'è l'Alzheimer, ma per provare a dire cosa
significa viverlo.
"Alzheiming" è un verbo che non esiste - e proprio per
questo dice qualcosa che sfugge alle definizioni.
Alzheimer come verbo, dunque.
In inglese, l'aggiunta del suffisso "-ing" trasforma un sostantivo
in un'azione in corso. Perché Alzheimer non è solo una condizione
che si ha, ma anche qualcosa che si diventa, si attraversa, si accompagna.
Così, "Alzheiming" suggerisce l'idea di un fatto che
accade nel tempo, che si sperimenta più che definire.
Suggerisce che non è solo un'etichetta diagnostica: è un
processo, un vissuto, una trasformazione in atto, un movimento continuo,
un'esperienza condivisa, che attraversa non solo chi ne è colpito,
ma anche chi accompagna, chi cura, chi resta.
"Alzheiming" non è una guida clinica e non è un
manuale tecnico.
Piuttosto un vademecum umano, uno spazio di parole e pensiero, per provare
a dare senso, a ritrovare direzione, a rimanere presenti anche nello spaesamento.
Parla a chi vive la malattia.
Parla a chi cura.
Parla anche a chi guarda da fuori, e spesso non sa, non capisce, non osa
chiedere.
"Alzheiming" non offre soluzioni facili. Ma prova ad aprire
spiragli. Perché l'Alzheimer è sì smarrimento. Ma
può essere anche resilienza, resistenza, relazione, verità.
"Alzheiming" nasce da molte domande, da molti silenzi, da molte
riflessioni.
Ma soprattutto nasce da quello che hai vissuto e stai vivendo, da quello
che hai pensato, assorbito, letto, fatto, imparato, ascoltato, visto fare,
e persino da quello che ancora non sai ma è in viaggio dentro di
te.
Nasce dal bisogno di ridare dignità all'esperienza, di rimettere
al centro la persona, di resistere alla disumanizzazione del linguaggio
e dei protocolli.
Nasce anche da una convinzione: che ci siano modi più giusti, più
delicati e più autentici di parlare di Alzheimer - e soprattutto
di viverlo.
In questo vademecum non troverai capitoli né lezioni. Troverai
passi. Piccoli movimenti in avanti, soste necessarie, tracce da percorrere
senza fretta.
Perché vivere e accompagnare l'Alzheimer significa soprattutto
questo: procedere un passo alla volta, con pazienza, dignità e
cura.
Ogni Passo è un frammento, un tassello, un angolo visuale. Alcuni
sono narrativi, altri riflessivi, altri ancora più pratici. Ma
tutti muovono dalla stessa urgenza: restituire senso, dove tutto sembra
perdersi.
A chi vive l'Alzheimer - da dentro o da accanto - "Alzheiming"
offre parole il cui scopo principale non è quello di spiegare,
ma quello di accompagnare.
E lo fa con la speranza che anche nel disorientamento ci possa essere
orientamento, anche nella perdita ci sia qualcosa che resta, anche nella
fine apparente possa nascere una nuova forma di presenza.
"Alzheiming" è dedicato a chi dimentica.
E a chi non dimentica mai.
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