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titolo: "Controluce"
collana
temalibero
autore: Rita Scarpelli
Prefazione di Paola Meola
ISBN 978-88-32124-27-9
€ 18,00 - pp.296 - © 2020
In copertina, Sofia. Elaborazione grafica di Javier Guado.


Controluce è un romanzo sull'amore: da quello "impossibile" a quello materno. I protagonisti sono medici, quelli che le cronache odierne descrivono come eroi capaci di sconfiggere con le loro cure i mali di una pandemia che sta mettendo in ginocchio il mondo intero. La storia è ambientata in buona parte nel 2018, dunque prima dell'inizio dell'emergenza, e si muove tra il passato e il presente della protagonista, la brillante dottoressa Chiara Morgera e tra il Sud e il Nord del Paese: Napoli, dove Chiara si forma come medico e in cui soffre per un amore "sbagliato", quello per il suo mentore Paolo Morelli, e Bergamo, la città che la porta definitivamente al successo professionale, quella in cui Chiara smette di essere la "giovane strutturata" e diventa un medico stimato e affermato.

(Dalla Prefazione di Paola Meola)



 

CONTROLUCE di Rita Scarpelli è anche su WELL TV - PER LA RUBRICA "FATTI E STORIE DA RACCONTARE" diretta e condotta da Francesca Ghezzani

 

leggi la recensione su www.zonagrigia.it/blog

leggi la recensione su sapevateloweb.wordpress.com

leggi la recensione di Alessandra Micheli per Les fleurs du mal-blog letterario

Les fleurs du mal - video-intervista a Rita Scarpelli

Paolo Arigotti e quattro chiacchiere con Rita Scarpelli

 


Brano tratto da "Controluce".

PROLOGO

Nora ricordava perfettamente quel momento: si erano fermate dinnanzi a un'edicola, un bazar dove la carta stampata combatteva con titoli ad effetto la sua lotta per la supremazia su giochi, figurine e altre mercanzie.
Un insolito giornalino aveva ipnotizzato Chiara: sembrava un vero e proprio libro e, sulla copertina, uno strano gruppo di omini rossi simulava un buffo balletto.
La giornalaia sorrise, leggendo sul volto della piccola il desiderio di averlo ad ogni costo.
- È un giornalino per i bambini... e c'è pure una videocassetta - esclamò, strizzandole l'occhio - Chiara così può capire come è fatto il suo corpicino!
Nora volse lo sguardo verso la nipote e intercettò il suo sguardo speranzoso: non aveva mai visto quella bambina dal carattere taciturno così eccitata. Afferrò il giornalino con gli omini rossi e la videocassetta, ne lesse il titolo impegnativo,"Il corpo umano", e glielo porse, sorridendole.
Scrutò l'espressione della bambina mentre stringeva a sé quel trofeo e intuì, con quell'indicibile istinto di chi vive in ascolto, che il destino di Chiara sarebbe stato la "Medicina".

Ogni sera Nora si vedeva comparire dinnanzi agli occhi, prima che il sonno la rapisse, l'immagine di quella bambina con i suoi volumi colorati e non poteva fare a meno di chiedersi, suo malgrado, se il sogno racchiuso in quegli occhi azzurri si era avverato come la nipote lo aveva immaginato.


PRIMO
Napoli, 2009


1.1
Nella Sala Medici del reparto di Cardiologia della Clinica San Marco di Castelvolturno uno stato di agitazione incontenibile faceva presagire una rivolta di stile carcerario: Chiara si affacciò sull'arco della porta, chiedendosi preoccupata cosa stesse accadendo.
Al posto dei detenuti c'erano medici e infermieri, indispettiti dall'aria condizionata che si spegneva di continuo: un concerto di voci concitate rovesciava sul Primario, Antonio Esposito, accese proteste, senza dargli neppure il tempo di formulare frasi compiute di risposta.
- Ma che sta succedendo? Cosa è tutta questa confusione? - chiese con tono preoccupato Paolo Morelli, attraversando con passo svelto il corridoio.
- Non vorrei stare al suo posto! - esclamò Chiara, indicando Esposito accerchiato dai colleghi.
Istintivamente i suoi occhi si soffermarono sul velo leggero di barba che Morelli aveva sul viso: la priorità nella vita di quell'uomo non era decisamente l'aspetto fisico.
- Neppure io ci vorrei stare - sorrise lui, immaginando le sequele di proteste che sarebbero andate avanti per tutta la giornata.
Chiara non riusciva a smettere di scrutarlo: i suoi occhi passarono in rassegna il camice spiegazzato e il nodo della cravatta allentato. A giudicare da quello che vedeva, la giornata del vice Primario non aveva avuto di sicuro una buona partenza.
- Stanno tentando di riparare l'aria condizionata da stamattina - continuò poi, fingendo di essere al corrente degli eventi, pur di proseguire la conversazione.
Paolo rimase in silenzio per qualche istante, guardando con apprensione il cellulare.
- Devo vedere un paziente nuovo… se ti va puoi venire con me - disse infine, cambiando improvvisamente discorso.
Con un battito di ali la questione dell'adunata di protesta dinnanzi a Esposito sembrava, nei pensieri di Morelli, passata in secondo piano: era davvero una persona strana, cortese ma allo stesso tempo imprevedibile, al punto da sembrare spesso incomprensibile.
Eppure, ogni volta in cui Chiara lavorava insieme a lui, avvertiva un'energia che le rimaneva dentro per giorni e giorni, inspiegabilmente.
- Molto volentieri dottor Morelli.
- Paolo - ricordò l'uomo, intercettando l'imbarazzo della collega.
- Paolo, certamente.
Nonostante l'ammirasse profondamente, aveva ancora difficoltà a chiamarlo per nome, soprattutto quando erano soli: era complicato sentirsi da un lato affascinata e dall'altro provare un timore reverenziale nei suoi confronti.
Ma evidentemente non era l'unica alla quale Paolo provocasse quegli stati d'animo: durante la visita, la paziente, una giovane donna, ascoltava le sue parole con un'espressione rapita e intimorita allo stesso tempo.
- Stia tranquilla signora, la sua pressione può essere tenuta sotto controllo farmacologicamente - le sfuggì, nel tentativo di tranquillizzare la ragazza spaventata.
Paolo le lanciò un'occhiata seccata e cercò lo sguardo della paziente: inaspettatamente, sul viso della giovane ammalata era comparso una specie di sorriso.
- Silvana - disse poi, rivolgendosi alla paziente - la dottoressa Morgera sarà il suo riferimento. È in ottime mani.
Chiara sussultò: non aveva avuto un'idea saggia a intervenire, ma, a dispetto della sua aria burbera, Paolo sembrava aver intuito il senso delle sue intenzioni e le aveva anche apprezzate, evidentemente!
Dopo circa un mese di lavoro presso quella struttura, stava iniziando a rendersi conto che Paolo era profondamente differente dagli altri colleghi.
"È capace di entrare in relazione con chiunque nel modo giusto", aveva provato a spiegarle la Caposala "ma non si può dire che sia in confidenza con qualcuno".
Il volto della paziente sembrava dare senso a quelle parole: Silvana le sorrideva, come se le parole con le quali Morelli l'aveva affidata alla dottoressa dagli occhi azzurri l'avessero davvero convinta che Chiara l'avrebbe accompagnata verso la guarigione.
- La malattia è un padrone prepotente e c'è bisogno di qualcuno che si frapponga fra lei e l'ammalato - le sussurrò Paolo, avvicinandosi al suo orecchio.
Chiara incominciò a sospettare che lui leggesse i suoi pensieri.

(...)



 


Rita Scarpelli
nasce a Napoli il 22 maggio 1964. Laureata in Economia e Commercio, lavora nella pubblica amministrazione, nel settore della formazione in ambito sanitario. Membro del Blog "Il Mondo incantato dei libri", collabora con recensioni, editoriali e interviste agli autori nonché come relatrice e moderatrice nelle presentazioni di libri. Nel 2017 pubblica il suo primo romanzo, "È passato" (Aletti Editore), ispirato alle implicazioni dei social network nelle relazioni umane, che viene presentato ai lettori anche attraverso un'azione sinergica con alcune importanti associazioni coinvolte nelle tematiche trattate nell'opera: Telefono Amico, Associazione Donne Insieme e Little Dresses for Africa.

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