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titolo: "Il lamento della caverna" -
collana ILMIOSPAZIO
autore Rhasya Choriz (in collaborazione con Luca Guarino)
ISBN 978-88-97424-66-6
€ 10,00 - pp.91 - © 2013 in copertina, "Alma negra” by Luca Guarino.


PANTERA DI CRISTALLO

Il ghiaccio, fermo in punta di desiderio,
in assoluta freddezza che accarezza la cicatrice
in difesa di un sentimento rovente,
già trafitto in passato.
Ferma e fremente, la pantera lecca la sua ferita,
mentre il tempo,
petali di fiori,
ritorna a fiorire in dimensione lontana,
dove l’io di ciò che è,
sa essere di nuovo,
passo leggero di assoluta consapevolezza.


 

 
 
 

Brani tratti da "Il lamento della caverna"

 

MAGGIO

Fu un tormento di felicità
Nella fredda luna.
In un momento fummo bacio di fulmine,
crudele sorriso del tempo che uccise il sapere...
Nascosto il destino di anime lontane piene di ricordi, eppure, il morso feroce, squarciò la carne lasciando brandelli di passione.
Pantera blu, lingua di febbre,
delirio di solitudine invasa da te.
Dove siamo, qui, a guardare i soli di cristallo
mentre io nasco dalle tue labbra?
Non ci è dato sapere il quando dei passi del vero,
ma creiamoci ora,
nel silenzio di quando frugo per trovare
l’energia di questo abisso di Amore.
Siamo qui, oggi, nella bruna terra,
dimentichiamo le stagioni e buttiamoci
nell’infinito universo.

 

GUARDANDOTI MUTA

Parole, parole, perché parole?
Perché udire appesi in ragnatele
suoni marionette
di nascosti profondi passi?
movimento continuo
interferenza o frequenza?
sbatte e batte
la giocosa furia

 

FREDDO SOLITARIO

Mi vedi da lontano
e quel lontano alza venti di polvere;
mi guardi da vicino
e quel vicino smuove silenzi incomprensibili,
forse alati, forse incatenati, non lo si sa.
Mi parli, ti parlo
e quel tuo parlare
quel mio parlare,
migrazione da savana a tundra.
Passa un camion ubriaco
nel vicolo stretto buio delle viscere,
tormento,
sudore da dentro che esce secco come gas,
ad avvelenare testa cuore mani,
ma fuori, al freddo in strada occasionale,
tutto è, una sgommata in una stretta curva.
Neanche una pozzanghera a schiaffeggiare
lo stupido pensiero
e tutto si spegne in una amara cenere.
E la notte nebbiosa e grassa,
sbuffa bufere
su una gelida soltudine.

 

(...)

 

 

 

Estefania, in arte Rhasya Choriz, scrive solo quando è triste.
Ha 24 anni, è mamma e vive in una troppo tranquilla città emiliana.
Per lei scrivere non è una passione, ma un momento per sentirsi libera, anche da se stessa.
Imprimere le sue emozioni nella poesia è il solo modo che conosce per fotografare in quel preciso istante come si sente e come sta guardando in faccia il mondo.