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(segue)
Durante il
pontificato di Paolo III, Francesco Guicciardini viene chiamato a esaminare
un enigmatico manoscritto rinvenuto nei sotterranei della Biblioteca Apostolica
Vaticana: le Quinquagènarie di Rector, una raccolta di quartine
attribuite a un autore senza volto, la cui identità si perde tra
storia e leggenda.
Chi era Rector?
Un poeta, un sapiente, un visionario? Mentre Guicciardini tenta di decifrarne
il significato, scopre un'opera che sembra sfidare il tempo e interrogare
il destino dell'uomo. Ma ogni conoscenza capace di mettere in discussione
il presente porta con sé il rischio dell'oblio.
Tra romanzo
storico, mistero e riflessione sul rapporto tra conoscenza e potere, Le
Quinquagènarie di Rector è un viaggio nel quale ogni risposta
apre nuove domande e ogni pagina invita il lettore a guardare oltre ciò
che appare.
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Da "Le Quinquagènarie
di Rector"
Prologo
Non vi è
libro più silenzioso, e insieme più inquieto, di quello
che ha atteso per secoli un lettore degno del suo respiro.
Le Quinquagènarie di Rector, nella veste in cui oggi giungono ai
nostri occhi, sono tra queste opere rare: manoscritti che non appartengono
a unepoca soltanto, né a un popolo, né a una scuola.
Appartengono al tempo stesso, che le ha custodite, negate, perdute e restituite
con ostinata precisione.
Per lunghi secoli, il nome di Rector fluttuò tra gli archivi come
unombra senza volto. Nessuna cronaca ne riporta la nascita, nessun
catalogo ne registra il mestiere, nessuna testimonianza ne conferma lidentità.
E tuttavia, da queste pagine scaturisce una coscienza vigile, un intelletto
che scruta luomo non per giudicarlo, ma per osservarlo nella sua
fragile grandezza.
Quando Francesco Guicciardini, uomo di rigore e misura, rinvenne questi
testi nella Biblioteca Apostolica, ne avvertì immediatamente la
natura duplice: poesia e codice, profezia e specchio, gioco e architettura.
Non si limitò a tradurli. Li interpretò, li comprende, li
mise in relazione con una visione del mondo che trascendeva il suo stesso
secolo.
Il suo Commentario, oggi superstite quasi per miracolo, rimane il fondamento
indispensabile per accostarsi a Rector senza smarrirsi.
Tuttavia, lopera non ebbe vita facile.
Le pergamene originali forse temute, forse fraintese scomparvero
nel silenzio di decisioni non scritte.
Il libro rosso che le accompagnava svanì come un presagio non ancora
maturo.
E il manoscritto di Guicciardini, invece di essere accolto come lume dingegno,
fu confinato nellombra.
Soltanto laudacia di un uomo, rimasto anonimo nei secoli, lo sottrasse
alloblio.
E grazie a quella mano silenziosa, oggi esso giunge sino a noi.
Chi apre le Quinquagènarie, sappia questo: non troverà predizioni
rigide, né formule arcane, né oracoli implacabili.
Troverà invece specchi: riflessi della condizione umana, delle
sue paure, delle sue ambizioni, dei suoi cicli eterni. Rector non descrive
ciò che sarà, ma ciò che potrebbe essere, se luomo
ascoltasse più attentamente il passo incerto della sua storia.
Questa nuova edizione non pretende di offrire risposte definitive.
Pretende soltanto di riaprire un dialogo interrotto.
Un dialogo tra passato e futuro, tra ciò che Guicciardini vide
nella sua penombra e ciò che noi intravediamo nel nostro orizzonte
inquieto.
Chi legge, dunque, non cerchi il mistero fuori da sé.
Lo cerchi dentro.
Perché Rector parla non ai secoli, ma alle coscienze.
E se davvero, come scrisse lautore ignoto nella pagina mutata del
libro rosso,
ciò che è nascosto apparirà,
allora il compito del lettore non è temere queste pagine,
ma lasciarle risuonare.
Che ogni quartina sia un varco.
Che ogni simbolo sia una chiave.
Che ogni verso sia un invito a guardare oltre il velo.
Così rivive Rector.
Così ritorna Guicciardini.
Così inizia, ancora una volta, la lettura.
(...)
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Marcello
Lisco (Bari, 1972) è laureato in Scienze dell'Informazione
e lavora come progettista e sistemista di architetture informatiche per
una multinazionale del settore ICT, dove si occupa anche della valutazione
tecnica dei nuovi professionisti. Da sempre coltiva una profonda passione
per la scienza, maturata fin dall'infanzia e alimentata negli anni attraverso
lo studio, la divulgazione e la scrittura. Convinto che la conoscenza
debba essere accessibile e coinvolgente, realizza opere capaci di coniugare
rigore scientifico e piacere della narrazione, rivolgendosi a lettori
di ogni età. Accanto all'interesse per la ricerca scientifica,
ha praticato numerose discipline sportive, ispirandosi al principio del
mens sana in corpore sano. Dal 2012 ha pubblicato numerosi saggi
e romanzi dedicati alla scienza, allo spazio e alla narrativa di immaginazione.
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