temalibero
 
 

 

 

ordinalo senza spese di spedizione

 


... e di Federico Riccardo Chendi leggi anche il romanzo PUGNI CHIUSI

titolo: "VOLEVO ESSERE VALLANZASCA"
collana temalibero
autore Federico Riccardo Chendi
ISBN 978-88- 95106-37-3
€ 9,00 - pp.109 - © 2008 in copertina, foto originale di Giovanni Ferro - Elaborazione grafica di Emidio Giovannozzi - adattamento di Paolo West


(21 racconti di periferia per la Collana temalibero)

IL CENTRO SOCIALE
IL PORNOSTAR
LO SPACCIATORE DI LAMBRATE
MOJITO HEMINGWAY SCOTCH MILLER
BLOODY MARY BUKOWSKI

IL CAPOLAVORO
CANE MORTO
LA PENSIONE
LO SBIRRO
LA FESTA
L’ULTIMA BIRRA
I RIGHEIRA
IL TRAVESTITO
IL DOTTORE
LA MOSTRA
CHUPITO’S
FORZA INTER
JEAN-LUC GODARD
RED ZONE
IL REGALO DI NOZZE
LA DISCOTECA
VOLEVO ESSERE VALLANZASCA



 

Brano tratto da "VOLEVO ESSERE VALLANZASCA"

Quando ero piccolo ripetevo a chiunque me lo chiedesse che da grande volevo diventare come Vallanzasca, mi andava bene anche Lutring - il solista del mitra - al limite, ma il bel René era il meglio. I miei compagni di scuola ascoltavano i Righeira, io Nanni Svampa che cantava le canzoni della mala. Loro sognavano di diventare pubblicitari, io un bandito, pieno di belle donne e di pistole, che scappava su un’Alfa Romeo GTV 2000 seminando le volanti lungo le vie della Comasina. La carriera del bandito aveva ai miei occhi soltanto un inconveniente, che finiva troppo presto, o con una condanna all’ergastolo o in una pozza di sangue. Quasi sempre i banditi erano presi per colpa di una donna, non c’è nulla di più stupido per un bandito che l’innamorarsi.
Molti dei miei compagni di scuola crescendo sono diventati pubblicitari, io invece non sono diventato un bandito, invece sono diventato un poliziotto, strano a dirsi, ma è andata così.

(...)


 

Nato nel 1978 a Milano, Federico Riccardo Chendi si è laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Modena e Reggio Emilia con una tesi in Storia del Giornalismo sulla strage di Piazza Fontana nella stampa Italiana: “12 dicembre 1969: la strage di (…) come oggetto e come rappresentazione.” Dopo la laurea, rientrato a Milano, per un anno ha fatto l’editor presso la Rizzoli. Di seguito, ha lavorato tre anni presso una Galleria d’arte di Firenze. Nel 2007, di nuovo a Milano, ha aperto un locale dando sfogo alle sue passioni per gli anni ‘70. Il locale si chiama Ligera - dedicato alla mala romantica milanese. Di fronte al locale c’è una moschea e di fianco un ristorante cinese; dunque, in periferia di Milano e al centro del mondo.
E’ appassionato di letteratura noir e di film poliziotteschi, in particolare ama il cinema di Fernando di Leo tratto da Scerbanenco. Va in giro anche di notte con i ray-ban a goccia, porta i baffi alla Maurizio Merli, basette lunghe, camicie troppo strette dai colori improbabili. Guida tutti i giorni - alla faccia dell’ecopass - un’Alfa Romeo GT Junior del 1974, come quella che avevano Pasolini e Vallanzasca. Di se stesso dice: “Non sono un nostalgico, semplicemente gli anni ‘70 per me sono appena cominciati.”