i quaderni di Cico
 
 

 

ordinalo senza spese di spedizione

 

*La traduttrice Emanuela Capobianco,
nata nel cuore della Sicilia nel 1990, consegue la laurea in Lingue e letterature moderne dell’Oriente e dell’Occidente presso l’Università degli Studi di Palermo. Durante gli ultimi anni universitari si lancia in una nuova avventura, l’insegnamento, senza mai abbandonare la sua vera passione, la traduzione.Terminati gli studi, si trasferisce a Milano dove attualmente insegna.

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titolo:Tutto ciò che vi resta

collana i quaderni di Cico
autore Ghassan Kanafani
(traduzione dall'arabo di Emanuela Capobianco*)
ISBN 978-88-99021-71-9
© 2017 - € 12,00 - pp. 95 -
In copertina, progetto grafico e illustrazione di Javier Guado
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Tutto ciò che vi resta narra la storia di un fratello e una sorella, Hamid e Maryam, e del loro forte legame compromesso dagli eventi che li porteranno a percorrere cammini separati ma sempre paralleli. Il romanzo si sviluppa in ventiquattr’ore intrecciando le vite dei due protagonisti: Hamid ha deciso di intraprendere la via del deserto per arrivare in Giordania, allontanandosi dalla sorella Maryam e da suo marito Zakaria, un uomo abietto, traditore del proprio popolo. In aggiunta ai tre protagonisti, il Deserto e il Tempo subiscono un processo di personificazione, prendendo così vita e diventando personaggi essi stessi, indispensabili allo sviluppo del romanzo. Parlando a turno e intersecandosi talvolta, le tre voci narranti, Hamid, Maryam e il Deserto, tessono una fitta tela narrativa, condividendo e interpretando l’uno la coscienza dell’altro, fondendo assieme spazi e tempi. Nell’atto finale del romanzo, Hamid e Maryam arriveranno a una consapevolezza, identitaria e politica, pienamente condivisa dall’autore.

 


 

... di Ghassan Kanafani vedi anche:
Ponte per l'eternità
, Il Cappello e il Profeta, L'Altra cosa (Chi ha ucciso Layla al-Hayk?), Uomini e fucili e L'Innamorato.
 

Ho già letto due volte questo libro di cui sto per raccontare. Confermo che è una nuova “chicca”, come giustamente me l’ha presentata il suo editore Cicorivolta, del quale l’esperienza mi ha insegnato a fidarmi... leggi l'articolo di Claudio Della Pietà su Senzaudio.it

Michele Mari, Bassi Andreasi e Kanafani: la letteratura come ossessione... leggi l'articolo di Lorenzo Mazzoni su il Fatto Quotidiano.it

 

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Nota dell’Autore

Un chiarimento

Come risulterà ovvio dal principio, i cinque personaggi di questo romanzo, Hamid, Maryam, Zakaria, Tempo e il Deserto, non si muovono lungo linee parallele o conflittuali. In questo lavoro troviamo invece una serie di righe disconnesse che occasionalmente confluiscono e sembrano formare soltanto due fili e niente più. Questo processo di fusione coinvolge anche gli elementi di tempo e luogo, in modo tale che sembra non esserci una chiara distinzione tra luoghi e tempi che sono lontani gli uni dagli altri, o addirittura tra luoghi e tempi in un singolo momento.Del resto, l’intrinseca difficoltà di creare la strada di ognuno, attraverso un mondo così mescolato, è riconosciuta. Ed è certamente inevitabile se il romanzo si racconta, per come ho pienamente inteso farlo, in un unico getto. Per questi motivi ho adottato la proposta secondo la quale i punti di disgiunzione, miscelazione e transizione, che generalmente arrivano senza preliminari, dovessero essere chiaramente designati. Ciò è stato realizzato cambiando il carattere al momento più opportuno.
Ciò premesso, bisogna ammettere che questi cambiamenti di carattere ostacolano una componente chiave del processo di transizione, che si suppone abbia luogo inconsciamente e senza alcuna indicazione; danno cioè l’impressione di assegnare un ordine deliberato ad un mondo che in realtà non ne ha alcuno. E tuttavia, precedenti esperimenti con tale approccio hanno reso evidente che compromessi di questo genere sono inevitabili.

Ghassan Kanafani

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L'8 luglio del 1972, con un ordigno esplosivo, veniva assassinato, a Beirut, lo scrittore e intellettuale palestinese Ghassan Kanafani. Accompagnato dalla nipote sedicenne Lamis, in quel giorno di caldo umido e particolarmente insostenibile, salì sull'auto parcheggiata proprio davanti a casa. Girò la chiave, e non appena mise in moto saltarono in aria.
L'opinione più diffusa nel mondo arabo dice che si trattò di una vendetta del Mossad contro un attentato terroristico in Israele, attribuito al "Fronte Popolare di Liberazione della Palestina" di cui Ghassan Kanafani era portavoce.
Nato nel 1936 ad Acri (in arabo: 'Akka), citta' costiera della regione palestinese, da una famiglia della borghesia araba, (il padre era uno stimato avvocato), nel 1948, in seguito alla costituzione dello stato d'Israele, Kanafani subì le stesse vicissitudini di migliaia di connazionali: l'espulsione e l'esilio. Dapprima si rifugiò con la famiglia nel Libano del sud, dunque in Siria, dove nel 1955, pur coltivando incessantemente gli studi di letteratura e la passione per la pittura e il disegno, lavorò come insegnante nella scuola elementare di un campo profughi dell'UNRWA (United Nations Relief and Works Agency), l'ente dell'ONU per l'assistenza ai rifugiati palestinesi. Fu in questo periodo che seguendo i corsi all'Università di Damasco entrò in contatto con George Habash, leader del Movimento Nazionalista Arabo, fautore degli ideali socialisti e successivamente fondatore del Movimento Popolare di Liberazione palestinese.
Nel '56, il ventenne Ghassan Kanafani si trasferì nel Kuwait per insegnare disegno. Nel 1960, già noto per il suo impegno di artista e intellettuale, convinto dallo stesso George Habash, rientrò a Beirut, dove cominciò una brillante carriera giornalistica e politica che culminò, nel 1969, con la direzione di al-Hadaf (L'Obiettivo), l'organo ufficiale del FPLP che diresse fino all'ultimo dei suoi giorni.


Ghassan Kanafani fu autore di racconti e novelle ispirati all'esempio della "letteratura militante" di Jean Paul Sartre, scrisse articoli giornalistici, storie e romanzi che sfociarono in un gran numero di pubblicazioni politiche e letterarie. Il 1961, lo stesso anno in cui si unì in matrimonio con l'insegnante danese Anni, segnò la svolta della sua carriera letteraria: fu dato alle stampe il romanzo breve dal titolo "Uomini sotto il sole", intensa, emozionante e sempre attuale storia di tre confinati clandestini che, rifugiatisi dentro un'autocisterna con la speranza di emigrare in Kuwait, verso la prosperità, vi moriranno asfissiati durante una sosta in mezzo al deserto. Tre sventurati che, allettati da un sogno di agiatezza, in realtà inseguono un improbabile riscatto dalla perdita della patria e con essa dalle opportunità mancate, pagando con il prezzo stesso della vita l'inseguimento di una speranza impraticabile.
Ben presto si rivelò il più celebrato romanzo nella letteratura araba contemporanea, e fece di Ghassan Kanafani, ancora molto giovane, il modello intellettuale di tutta una generazione. Il regista egiziano Tawfiq Saleh realizzò dal libro un famoso film dal titolo "Gli ingannati".
Kanafani entrò a pieno diritto fra i cosiddetti scrittori "della resistenza", ossia quel gruppo di intellettuali palestinesi che votarono la loro trascinante ispirazione di testimonianza creativa al servizio della patria occupata. Ogni angolo del suo stile asciutto, profondo e delicato, trae ispirazione dalla tragedia personale e insieme da quella del suo popolo, con l'assoluta e oggettiva capacità di trascendere dal particolare, per rappresentare l'universalità di stati e condizioni, che in diverse epoche storiche, senza soluzione di continuità, uomini e donne, si sono trovati a subire e a fronteggiare: l'espatrio, la guerra, il sopruso, l'oppressione.
Così Kanafani è considerato dalla critica araba e dagli specialisti occidentali uno dei massimi scrittori arabi contemporanei e molte delle sue opere sono state tradotte in tutto il mondo.
Tra i suoi scritti più significativi tradotti e pubblicati in italiano citiamo:
Ritorno a Haifa - La madre di Saad, edito da Ripostes e da Edizioni Lavoro, trad. Isabella Camera d'Afflitto; La morte nel letto numero 12 in Palestina, la terra più amata - Voci della letteratura palestinese, ed. Il Manifesto, a cura di P. Blasone e T. Di Francesco Uomini sotto il sole, edito da Ripostes e da Sellerio, trad. I. Camera d'Afflitto; Se tu fossi un cavallo e altri racconti, Jouvence, trad. A. Lano, presentazione di I. Camera d'Afflitto; La terra delle arance tristi e Solo dieci metri in Narratori arabi del '900, Bompiani, trad. I. Camera d'Afflitto;
L’altra cosa (Chi ha ucciso Layla al-Hayk?),Cicorivolta Edizioni ne “i quaderni di Cico”, trad. di Federica Pistono; Uomini e fucili, Cicorivolta Edizioni ne “i quaderni di Cico”, trad. di Federica Pistono; L'Innamorato, Cicorivolta Edizioni ne “i quaderni di Cico”, trad. di Federica Pistono.

Nella vasta produzione letteraria di Kanafani ricordiamo anche le tre opere teatrali:
La porta (1964), in Palestina Dimensione Teatro, Ripostes, trad. C. F. Barresi;
Il Cappello e il Profeta (1967), pubblicato da Cicorivolta ne “i quaderni di Cico”, trad. di Marco Criscuolo; Ponte per l'eternità, ancora ne “i quaderni di Cico”, trad. di Marco Criscuolo, Cicorivolta Edizioni.