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titolo: "SULLA FRONTE NON TOCCATA DAL TEMPO"
collana temalibero
autore Vladimir G.Londini
ISBN 978-88- 95106-61-8
€ 12,00 - pp.197 - © 2009 - in copertina illustrazione originale di Maria Molina


 

Il desiderio di scoprire i segreti dell'eterna giovinezza, il sogno di ripristinare l'Era d'oro in cui l'uomo non conosceva malattia e morte, risalgono alla civiltà Sumera. Da allora, l'uomo non si è mai dato per vinto e la caccia continua. Oggi, la ricerca moderata di quei seducenti segreti e la scienza continuano a scommettere sul grande businnes. Che cosa siamo in grado di apprendere dall'ignoto infinito per allungare o conquistare la giovinezza? Che cosa ancora ci divide dalla conoscenza determinante? Quali e quanti segreti non siamo in grado di comprendere nonostante la ricerca scientifica e il progresso tecnologico?...

 

Questo è il filo conduttore del soggetto di
“Sulla fronte non toccata dal tempo”,
il nuovo romanzo di Vladimir G. Londini.

 

 
 

Brano tratto da "SULLA FRONTE NON TOCCATA DAL TEMPO"

(...)

Dopo estenuanti sforzi per trovarlo, finalmente Irvin smise di cercare. Le ultime informazioni, confermate da un giro di telefonate, lo condussero nello Stato del Michigan. Nessuno conosceva il suo vero nome, per tutti era “l’Irlandese”, o “il Rosso”, per via del colore dei suoi capelli. Doveva essere veramente di origine irlandese, anche il resto delle caratteristiche somatiche lo lasciava intuire. Di corporatura robusta, carnagione chiara. Trasandato nell’aspetto, non limitatamente all’abbigliamento, anche la pulizia personale lasciava a desiderare.
Non era stato facile trovarlo, e altrettanto difficile fissare un appuntamento. Poco si sapeva di lui, ma non quel poco pieno di niente, di inesistenza. Era il poco di tanto: ogni piccolo indizio stimolava la fantasia e amplificava il mistero intorno al “Rosso”. Era difficile definirlo sciamano, piuttosto che medium, stregone o altro. Irvin aveva saputo della sua abilità nel prevedere, e aveva intuito che fosse la persona giusta, dal rispetto che incuteva negli abitanti della località dove abitava. Rispetto fatto di paura, se non terrore, in alcuni casi. Chiamarlo “il Rosso”, piuttosto che “l’Irlandese”, era un modo per evitare il suo nome di battesimo, dal quale poteva scaturire un’indomabile energia, solo a pronunciarlo.
Non era facile incontrarsi con il Rosso, non a causa della lunga fila di appuntamenti, ma per motivi personali che lui non aveva confidato ad alcuno. Prendeva appuntamenti solo in casi rarissimi guidato da sensazioni e motivi sconosciuti.
Viveva da anacoreta. Era tanto “rispettato” che perfino lo sceriffo della zona stava alla larga. Il suo ultimo visitatore era andato da lui due anni prima, nel momento culminante della campagna elettorale presidenziale. Era il rappresentante di uno dei candidati. Trascorse alcune ore ad aspettare il Rosso sulla soglia, mentre lui lavorava nel suo giardino ben curato. Il collaboratore fu costretto ad andare via senza essere ricevuto.
Irvin decise di provare, confidando nella fortuna. Diresse l’aereo verso lo Stato del Michigan. Atterrò in un piccolo aeroporto, vicino al villaggio del medium. Da qui, dopo aver cercato invano un taxi, ed aver verificato l’inesistenza di un qualsiasi mezzo, fu costretto a fare l’autostop per arrivare sul posto. Dopo due ore, cambiando spesso auto, arrivò in un piccolo paesino che si adagiava sulla riva del Michigan.
La casa del Rosso era lontana dal villaggio. Per raggiungerla si doveva transitare attraverso una stradina che tagliava zigzagando fra le alte betulle.
Calava il buio. Il lago sospirava di fresca umidità, grazie alla quale non si avvertivano i raggi del sole sospeso, tanto basso che poteva quasi toccare la superficie dell’acqua. Appariva un sole indeciso, che meditava, prima di tramontare, come poter evitare di raffreddarsi toccando l’acqua con la punta dei piedi, e quindi congelare immergendosi nel lago.
Dopo mezz’ora di cammino nel buio, Irvin vide una debole luce. Davanti a lui c’era la casa del medium, di legno, completamente ricoperta d’edera. Non incuteva paura, non era nascosta, era invece in armonia con le bellezze naturali del lago. L’ingresso, con una finestra tonda, era semiaperto. L’illuminazione filtrava dall’interno.
Goldenmeer-figlio non sapeva cosa fare: bussare o passare attraverso la soglia.
- Sei arrivato, entra! - risuonò improvvisamente una voce alle sue spalle.
Irvin si girò. Davanti a lui, vestito da giardiniere e con grosse cesoie, c’era un uomo alto, apparentemente della sua età, con la barba rossa, occhi impenetrabili coperti da sopracciglia rosse, che spiccavano da sotto il cappello calato sulla fronte.
- Entra, non stare lì impalato come una statua, è ora di cena - disse con tono perentorio il Rosso, il quale non aveva l’apparenza né di un mago né di uno stregone.
Il salotto dove lo fece accomodare, non era affatto la cella di un anacoreta. Anzi, ai fianchi del caminetto in sasso, c’erano librerie stipate di libri, con copertine di pelle consunte dal tempo, dai titoli completamente sconosciuti ad Irvin.
- Quale buon vento ti porta qui? – chiese ironicamente il sensitivo ravvivando il fuoco nel caminetto.
Irvin, nervoso, non sapeva da dove cominciare. Non poteva appellarsi a una disgrazia, né a una delusione d’amore, o all’insoddisfazione della vita. Nemmeno alla sfortuna negli affari. Superando il disagio e cercando le parole giuste, cominciò a raccontare la storia della visita sul Venere, dell’ospite non invitato. Il medium portò i piatti in tavola e disse:
- Mangia e ascolta. Alcune delle nostre azioni, o questioni, richiamano dall’aldilà le ombre e gli spiriti che le abitano. Ma i fantasmi come Casanova non sono pericolosi. Non hanno energia sufficiente per disturbare i vivi. Essi vegetano in una dimensione limitata, che non possono lasciare per lungo tempo - profferì queste parole servendo la carne.
- Poi - riprese, - appartengono alla loro epoca, la loro mente è in relazione al periodo in cui sono vissuti. Per comprenderli, è necessario conoscere i valori del loro secolo, davanti al quale si sono resi colpevoli. Capisci? Sono anime dannate, e anche se quei tempi sono già trascorsi, ancora non sono stati perdonati. -
Irvin ascoltava rapito, manifestando con un sospiro la sua ansia. Avrebbe voluto fare una domanda, ma non osò interromperlo.
- Lo dirò solo a te - continuò lo sciamano, - i tempi passati non spariscono e non perdono mai la memoria. I fantasmi del tipo di Casanova, non hanno una missione legata alla custodia dei segreti dell’eternità, o della vita eterna. La tua azienda, la “General Life”, cerca di scoprire qualcuno di questi segreti. E ciò è pericoloso. Per questo appaiono inusitatamente, essi sono costantemente presenti dietro le quinte della vita, anche se non li avvertiamo. Si presentano sulla scena all’improvviso, perché i fantasmi che hanno un mandato straordinario. Se dovesse succedere, l’azienda e tutta la vostra famiglia sarebbe rovinata. L’incidente accaduto sul Venere, è il primo segnale del pericolo che si sta avvicinando. Quale potrebbe essere il secondo, per ora non sono in grado di dirlo. Forse ciò che è successo, è già più che un segnale d’allarme. è un duro colpo dal quale non si può più sfuggire. La mia possibilità d’intervento, è praticamente limitata. Posso solo vedere fino a un certo periodo; più indietro si va nel tempo, più difficile è indagare. Le immagini sono sempre più sbiadite, fino a diventare del tutto illeggibili. Oltre un certo periodo, non solo è difficile per me, ma impossibile indagare anche a chi è dotato di poteri straordinari. Comprendi? -
- Non tutto. Non ci vedo nulla di male nell’attività della nostra azienda. Anzi, produce cose dedicate a migliorare la vita, adeguarla, per meglio dire, al nostro tempo. Per quale motivo non si dovrebbero penetrare i segreti della vita, perché non dobbiamo scoprirli? Si è sempre fatto così. Qualche tempo fa, per esempio, hanno trovato un coleottero nel delta dell’Amazzonia. Questi insetti hanno due paia d’ali. Quelle usate per volare, sono ripiegate sotto altre ali rigide, chiamate èlitre, non adatte al volo. Ebbene, con il principio attivo estratto dalle ali rigide di questi insetti, si produce un farmaco che consente di eliminare alcuni tumori - precisò Irvin, senza avere nemmeno assaggiato un boccone della modesta cena.
- I misteri della vita sono tanti - riprese il Rosso - e la scoperta di questi segreti è del tutto casuale, in relazione al tempo. A volte capita, che tutto quello che sembra a noi opportuno, non è altro che un inganno della corsa del tempo, che non porta da nessuna parte. In parole povere, non è altro che la nostra illusione, e non possiamo metterla in alcuna cornice. La vita scorre da sempre, e noi, in questo fiume siamo appena entrati. Ci si può annegare. Immagina come sarebbero cambiati gli eventi se, per fatalità, non fosse stato bombardato e distrutto il treno tedesco che trasportava l’acqua pesante... -
- Non vedo alcun collegamento tra le ricerche nucleari e il lavoro della General Life – replicò Irvin versandosi da bere.
- è così, sei ancora cieco. Neanche io vedo tutto. Posso solo attraversare la frontiera invisibile tra il mondo conosciuto e il mondo sconosciuto, ma non riesco ad andare oltre, nell’ignoto - fece una pausa. Si alzò a prendere dei tovaglioli, quindi riprese.
- Allora, per quanto riguarda la vostra azienda, ti dirò che il progetto “Loto” avrà successo. Le spore del fungo che hanno trovato i vostri ricercatori in America Centrale, e anche il polline dei fiori che avete scoperto in Tibet, saranno la rivoluzione della biocosmetica. L’uso delle creme prodotte con questi preziosi elementi allontanerà dal viso i segni della vecchiaia. La sorte delle rughe rimarrà solo nelle foto analogiche, o nei ritratti dello scorso millennio. - Indicò con gli occhi la bottiglia di vino, e Irvin accostò il bicchiere, acconsentendo che ne versasse.
- La tua idea legata al progetto “Nettuno”, - riprese dopo aver sorbito due sorsi - è bella, ma precorre i tempi. Si può rimanere giovani a lungo usando i doni della flora marina. Nei fondali del mare ci sono piante e vegetali che hanno incredibili proprietà terapeutiche. Alcune di queste piante sono in grado di allungare notevolmente la vita delle cellule e di ritardarne l’invecchiamento. Ma, ripeto, abbandona il progetto della giovinezza eterna, altrimenti spenderai inutilmente i tuoi soldi, e il tempo. Lo stesso dicasi per il progetto “Virus”, le ricerche del gruppo gestito da Merlin. Ci sono delle forze invisibili che è prematuro stuzzicare. Non si può domare, o imbrigliare tutto il mondo nascosto sotto la cortina dell’ignoto. Esso è vasto quanto lo spazio, ed è anche così enigmatico per la nostra mente, com’è misteriosa la sua natura. - Il Rosso accompagnava le parole con disegni invisibili, eseguiti con l’indice destro, su un foglio immaginario sopra la sua testa. - Capisci perché ti consiglio di rivedere il tuo modo di pensare? – concluse.
Irvin, sorpreso da quelle informazioni, non avvertiva più le proprie gambe. Sulla fronte gli scorreva un rivolo di sudore freddo. Il Rosso conosceva, sapeva di tutti i lavori segreti della General Life. Anche dei particolari di cui non erano a conoscenza perfino i collaboratori chiave dell’azienda, che eseguivano le ricerche separatamente.
Percependo lo sgomento dell’ospite, il medium lo tranquillizzò, dicendo che non aveva alcuna intenzione di vendere o divulgare le ricerche segrete della sua ditta. La sua missione in questo mondo era un’altra. Essere intermediario tra il mondo conosciuto e il mondo sconosciuto, per impedirne la distruzione. Non sempre l’ignoto apriva le porte invisibili, neanche a lui.
- Il tema sulla lunghezza della giovinezza - riprese, - è ancora chiuso. Per entrare in questo ambito è necessario attendere il momento astrale favorevole. Quando verrà - sottolineò l’indovino, - te lo farò sapere. -
- Volevo dei chiarimenti, che cosa sa lei rispetto al destino del libro che sarebbe stato nascosto dalla zarina Sofia, sotto un muro del Cremino? - domandò a bruciapelo riprendendosi dallo sgomento.
- Ti mostro un dito e chiedi tutto il braccio con quello che c’è dietro. Pazienza. Tante cose di questa storia misteriosa sono per ora sconosciute per me, impenetrabili .-
- Ma se il libro esiste, in questo caso il divieto non ha alcun senso. Ormai non appartiene più alla dimensione dell’ignoto, all’impero del soprannaturale. -
- Forse è così, ma non per noi. Può anche darsi che i segreti della giovinezza che custodisce questo libro non si riferiscano alla nostra vita, forse vi sono nascoste cose che geneticamente non hanno nulla in comune con la specie umana. Per meglio dire, sono bloccate dalle dimensioni dell’ignoto. Ma non riesco a capire come e perché circolino questi segreti.- Bevve un ultimo sorso, poi concluse: - Ora vado a riposare. Domani ho la sveglia prima dell’alba. Deve sbocciare una pianta originaria di queste zone, e le tisane ottenute dal fiore di questa pianta combattono la sclerosi dei capillari. Ma il suo effetto svanisce se si raccoglie il fiore dopo il sorgere del sole. Se vuoi, puoi restare per la notte - aggiunse notando la stanchezza del suo ospite, - potrai dormire nella stanza qui accanto. Il letto è già pronto. Ti consiglio di usare la crema che trovi sul comodino, altrimenti non posso garantire che riuscirai a dormire tranquillo. Qui le zanzare sono belve sanguinarie. - Il Rosso pronunciò queste parole mentre copriva con la cenere il fuoco nel camino. Augurò la buona notte e si accomiatò.
Irvin non riuscì a chiudere occhio per tutta la notte. Si girava e rigirava nel letto rigido, spartano, poco più che un tavolaccio. Le parole del medium gli riecheggiavano nella testa. Il Rosso l’aveva quasi convinto, ma non voleva abbandonare il progetto “Nettuno”, che anche suo padre aveva trovato poco commerciale.
- Può darsi che avessero ragione - cominciava a riconoscere quest’altro punto di vista. - Sono schiavo della mia stessa idea, ma è anche vero che è un’idea di Merlin, non mia. Anche mio padre pensa che è matura e opportuna. L’idea di creare farmaci che fermino l’invecchiamento delle cellule, e che ne stimolino la resistenza e il rinnovamento non è nata ora. Ma solo Merlin ha avuto la fortuna di trovare una soluzione originale per attuare questa scoperta. Perché il Rosso non l’accetta? Perché è così ermetico rispetto al misterioso libro di Sofia? Forse possiede già le risposte alla questione su cui lavora Merlin da anni? - Lentamente Irvin si addormentò sotto il peso di quelle riflessioni.
Si risvegliò con gli stessi interrogativi, come se si fossero rafforzati e incollati di più alla mente durante la notte.
Guardò meccanicamente l’orologio. Dall’ora capì che aveva dormito poco. Fuori era ancora buio. Appena scesa la notte, si era alzata una fitta nebbia, che chiudeva come un muro la finestra della stanza. In casa non si avvertiva alcuna presenza.
Irvin si alzò, si diresse verso il salotto. Sul bordo del camino, ancora tiepido del fuoco di poche ore prima, c’era un bicchiere con del latte appena munto. Accanto, in un piccolo piatto, un panino fritto da poco diffondeva un aroma che inondava soavemente le narici.
Fece colazione, e anche se a malincuore, lasciò il tepore della casa. Si diresse a piedi verso il villaggio, dove sperava di trovare velocemente un passaggio in autostop.
Con le gambe bagnate dalla fredda rugiada, e scacciando centinaia di zanzare che lo attaccavano, arrivò al villaggio. Nel centro, di fianco a un piccolo albergo, stava per partire un vecchio camioncino. L’autista, un uomo in età avanzata, magro e basso di statura, il viso non rasato, devastato dalle tracce lasciate dal vaiolo, mezzo addormentato, osservò sbadigliando e con sospetto il forestiero arrivato al villaggio dalla direzione della casa del Rosso.
Notò che batteva i denti per l’umidità che penetrava fino alle ossa. Preso da compassione lo fece salire. Dopo un po’, durante il viaggio, l’anziano signore cominciò a parlare. Raccontava del Rosso, sul quale si dicevano strane cose, ma non bisognava credere a tutto, erano solo voci. Egli si fidava solo di sua nonna. Lei lo aveva conosciuto, lo stregone irlandese, quando era bambina. Era stata anche innamorata di lui. E nonostante avesse sposato un altro, non lo aveva mai dimenticato. Il suo ricordo finì solo con la morte.
- Quanti anni abbia - continuò l’autista dopo una piccola pausa, - non lo sa nessuno. Nessuno sa da quando abiti qui. Dicono che sia arrivato con le prime ondate di coloni, o addirittura prima di loro. A volte sparisce per anni. Le generazioni si sono succedute nel villaggio, subendo i naturali cambiamenti, ma lui è rimasto lo stesso, sempre con i capelli rossi e con il sorriso ironico, senza tempo. è un personaggio senza età, un incredibile fenomeno della natura. –
Per qualche minuto il vecchio rimase in silenzio. Poi, uscendo dal suo torpore disse:
- Ci sono diverse storie su di lui. Ma io credo solo ai racconti di mia nonna. Nessuno di coloro che hanno visto il Rosso sa di che colore siano i suoi occhi. Credo che neanche lei lo sappia. Non è facile fissarlo negli occhi. Mia nonna li vide, erano di un colore raro, come di smeraldo, di colore identico ai miei occhi di quand’ero adolescente. – Arrivando all’aeroporto, l’autista dagli occhi azzurri, un po’ spenti, fermò il furgoncino e concluse la conversazione.
Irvin lo ringraziò cortesemente. Le ultime parole del vecchio lo avevano profondamente turbato. Adesso che ci pensava, Goldenmeer-figlio non ricordava di che colore fossero gli occhi ironici e impenetrabili del medium.

(...)


 

Vladimir G. Londini è un nome d'arte, ispirato all'autore dall'Ignoto, del quale, in tutta la sua vasta produzione letteraria, si occupa. Infatti, dalle commedie alle fiabe, alla narrativa più profonda, la passione di Vladimir G.Londini è legata alla ricerca e alla speculazione intellettuale proprie dei labirinti dell'essere e Dell'apparire della dimensione umana.

In Italia ha pubblicato “La Luce scomparsa” e “Sulle scale dell’Infinito
(Romanzi - Cicorivolta 2009)