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titolo: "SOTTO LA DICITURA DEI MIRACOLI"
collana temalibero
autore Vladimir G.Londini
ISBN 978-88- 95106-79-3
€ 12,00 - pp.203 - © 2010 - in copertina illustrazione originale di Maria Molina


La Verità trasmessa nel messaggio orale di Gesù
era rivolta alla gente semplice,
che aveva una visione primitiva dell'universo:
sopra la testa, il cielo; sotto i piedi, la terra.

Nel corso dei secoli, quella semplicistica visione
ha subito notevoli e complesse trasformazioni:
dalla Copernicana, alla Galileiana,
alla Newtoniana e, da queste,
alla Einsteiniana.

E oggi?
Che cosa siamo in grado di aggiungere
al messaggio di Cristo nell'ambito della
moderna interpretazione dell'universo?...

Questo è il dilemma
a cui tenta di rispondere
“Sotto la dicitura dei miracoli”
il nuovo romanzo di Vladimir G. Londini.

 

 

 
 

 

Brano tratto da "SOTTO LA DICITURA DEI MIRACOLI"

(...)

La città era coperta da un’enorme cupola di vetro, dissimulata dalla splendida alba del Sole Azzurro. La cupola proteggeva gli abitanti dall’irradiazione dell’aurora color smeraldo. L’emissione di raggi infra-blu era meravigliosa, e tuttavia di un’intensità incredibile, tale da provocare l’allusione e altri scostamenti della psiche; i conseguenti effetti, nei casi più gravi, sfociavano nella dissociazione, ovvero nello sdoppiamento della personalità, così che, ad esempio, la personalità degli individui restava orfana, staccata, avulsa dalla propria origine divina, causando a ciascuno degli sventurati fortissime sofferenze ambigue.
Le strade vivaci, di notte fluorescenti e adornate di piante dalle foglie purpuree, adesso apparivano vuote, affondate nel silenzio del sonno diurno. Il sonno regnava sul giorno della città che si estendeva sul pianeta Piccola Dega, da qualche parte nello spazio sconfinato, immenso, della costellazione di Prosperità.
Solo nel Senato, il cui palazzo era stato realizzato interamente in metallo trasparente, dalle vòlte decorate di frammenti dell’Universo, si continuava alacremente a lavorare.
- Spettabili senatori, vi ringrazio per la discussione costruttiva sul nuovo programma interspaziale, ma prima di lasciarci vorrei porre in evidenza un problema che potrebbe diventare attuale nel giro di un paio d’anni, a meno che non accada qualcosa di straordinario. Secondo le previsioni degli esperti, il nostro pianeta sarà invaso dagli Anteniani, gli abitanti del pianeta Anteo, poiché la loro nave andrà alla deriva. - Chi parlava era un uomo dall’aspetto nobile, i capelli precocemente canuti. Si rivolgeva alle undici persone sedute al tavolo ovale nella sala del Senato, vagamente simile al salone di una grande nave spaziale.
- Onorevole Presidente, per ora questo caso non è all’ordine del giorno, e non è neppure tanto imminente. Perciò non vedo la necessità di questa discussione prematura. E comunque gli indizi che possediamo non paiono sufficienti a programmare una variazione di rotta della nave anteniana, al fine di evitare il temuto incidente - dichiarò uno dei senatori.
- Nel rispetto della libertà dei voli spaziali, tra i nostri principali doveri vi è quello di assistere gli astronauti al fine di proteggerli da un eventuale di-sastro, oltreché di essere generosi e misericordiosi. Ma occorre in ogni caso usare prudenza, evitare ogni contatto con loro, anche se fossero morti. -
- Rispettabile senatore Kir, mi chiedo perché faccia queste considerazioni. A oggi non vedo alcun pericolo, né minaccia imminente. Gli Anteniani non sono per il momento in grado di essere pericolosi - risuonò un’altra voce nell’aula del Senato.
- Se è per questo, gli Anteniani non hanno mai abbandonato le loro barbare abitudini. Dagli abitanti del pianeta Generosità, che per i loro meriti sono capitati nella costellazione Eden, ho appreso che, solo ad avvertirne la presenza, si ha la sensazione di essere caduti nel buco nero dell’Inferno. Quello che sappiamo con assoluta certezza è che gli Anteniani non trovano pace neppure dopo aver lasciato la vita caduca… -
- Caro collega, può anche darsi che i Generositani abbiano esagerato nel descrivere certi fenomeni e sensazioni, e può darsi pure che abbiano preso un “generoso” abbaglio dovuto alla loro estrema generosità - riecheggiò più forte un’altra voce, accavallandosi a quelle esagitate degli altri dieci senatori.
- Non credo di poter avallare certe infondate supposizioni, oltretutto veramente superficiali. D’altro canto, ammetto che si tratti di un caso raro e dai contorni sconosciuti, ma non per questo possiamo ignorarlo. La vita in Anteo era stata forgiata su princìpi opposti a quelli della pacifica convivenza, e tali modalità rappresentano indiscutibilmente un pericolo, per quanto ipotetico. Dunque, vi esorto a meditare una decisione, anche doverosamente forte, e persino contraria, se occorrerà, ai nostri princìpi di armonia spaziale. Per il momento reputo importante, oltreché necessario, il provvedimento di arrestare lo sviluppo tecnologico di Anteo, rallentare la corsa del suo tempo storico e togliere ai suoi abitanti la possibilità di viaggiare nel cosmo. Inoltre, dobbiamo ridurre il loro accesso alle informazioni base che servono a elevare spiritualmente la vita, o tutti quanti correremo il serio pericolo che possano degradarla - concluse il Presidente, senatore Kir.
A quel punto entrò nella discussione un altro senatore, più giovane del Presidente, dal volto magro e con lo sguardo ispirato da una sofferenza e partecipazione indicibili.
- Oh, certo, noi siamo potenti - esordì - e siamo in grado di controllare e di cambiare le equazioni spaziali, di restringere o di allargare la corsa del tempo. Ma il tempo scorre in misura disuguale su Piccola Dega e su Anteo. Due anni di questa equivalgono a un millennio di quello. E allora vi chiedo: perché non usare le nostre potenzialità in senso costruttivo, al fine di provare a redimere, liberare gli Anteniani dalle loro cattive abitudini? Perché lei, senatore Kir, è tanto pessimista nei loro confronti? Io credo che il destino di Anteo non sia ancora un caso disperato. E penso, al contrario, che dovremmo adoperarci per dare loro la possibilità di migliorare spiritualmente. Detto questo, so benissimo che un tentativo in tal senso era già stato fatto. E so altrettanto bene che il nostro ambizioso progetto “Il Profeta” si è rivelato un fallimento. Quarant’anni di vita nomade spesi nel deserto non sono stati sufficienti a liberare dalle cattive abitudini il Popolo da noi eletto. Non hanno saputo farne tesoro, entrare nello spirito degli insegnamenti, applicare le dieci leggi fondamentali per un’esistenza retta, dignitosa e dotata di ragionevolezza e spiritualità. Ma può anche darsi che a sbagliare siamo stati noi, semplificando troppo il codice della vita, riducendolo solo a pochi concetti, seppure essenziali. O forse non abbiamo scelto bene i destinatari del progetto, né programmato felicemente quella sorta di pellegrinaggio educativo. Non tutti, sottoposti a sofferenze, reagiscono con dignità. Non tutti hanno uno spirito d’acciaio. Quindi, tutto ciò premesso, non ritengo giusto che, a causa nostra, gli abitanti di Anteo e i loro cervelli siano condannati a vegetare all’infinito.-
- Egregio senatore Gor, - obiettò il Presidente Kir - colui che non riesce a capire la prima legge, non sarà capace di rispettarne ventitré. Noi abbiamo dato loro una grande opportunità per tentare di metterli sulla retta via. Ma cos’hanno fatto, loro? Hanno condannato a una morte atroce l’uomo che li aveva guariti da malattie incurabili, li aveva liberati dalle sofferenze e aveva portato loro la Verità della vita eterna. Preferirono salvare un assassino, un criminale. Non ricorda? -
- Sono convinto che il progetto “Messia”, tutto sommato, sia stato comunque costruttivo. È vero, in un primo momento gli Anteniani hanno reagito con brutale violenza dovuta alla mente cieca di chi vive allo stato tribale; essi aspettavano che il miracolo desse luogo a nuove meraviglie spettacolari. Credevano, avevano creduto, ma non possedevano abbastanza fiducia. In seguito però acquistarono la vista. La Resurrezione li illuminò. Il Nuovo Testamento è il libro più letto ad Anteo, e nel corso dei secoli è stato tradotto in molte lingue. Con ciò, non voglio negare che siano ancora tante le difficoltà da superare: il dogmatismo, ad esempio, e la canonizzazione sono ancora usanze di stampo farisaico. Tuttavia c’è ancora voglia di rispettare le altre verità. Insomma, una parte considerevole degli Anteniani è moralmente cambiata, spiritualmente rinnovata. Un’altra parte, altrettanto notevole, segue gli ideali estetici del progetto “Rasserenato”, che abbiamo iniziato un po’ prima del “Messia”. Questi ideali con il tempo non hanno perso il loro valore spirituale: attirano sempre nuovi e numerosi seguaci… - affermò il senatore Gor.
- Non condivido la sua opinione. Ammetto che alcuni semi portati dal progetto “Messia” e dal progetto “Rasserenato” siano germogliati e abbiano dato buoni frutti, ma per ora, in Anteo, vigono l’invidia, il cinismo, l’ignoranza, l’arroganza, l’ipocrisia e altre erbacce simili. Se così non fosse, perché tanti Anteniani che rispettano il Nuovo Testamento adorano gli idoli di altri culti? Li usano e li gettano via con la stessa passione per poi, magari il giorno dopo, inventarne di nuovi. E allora mi chiedo cosa ci si possa aspettare dai bambini stessi, che iniziano a sentire quest’atmosfera viziosa nel ventre materno prima ancora di vedere la luce...- concluse ironicamente il Capo del Senato.
- Gli argomenti da lei addotti sono sacrosanti e indiscutibili. Nulla da obiettare. Gli embrioni sono molto sensibili, questo è altrettanto vero. Ma ho come l’impressione che da qualche parte abbiamo commesso un errore. Proviamo a pensare qual era stato il nostro punto di partenza. Ricordate? Ritenemmo che gli abitanti di Anteo non fossero abbastanza maturi. Per questo motivo il progetto “Messia”, e anche il progetto “Rasserenato”, erano stati predisposti appositamente per loro in forma fiabesca, con un inizio magico e una fine miracolosa. In sostanza, abbiamo dovuto togliere e cambiare diverse pagine, per renderlo comprensibile. E abbiamo fatto tutto questo per un serio motivo. Quattro anni fa del nostro tempo, in Anteo, dove il tempo è assai più dilatato, le uniche certezze che avevano erano quelle di avere la terra sotto i piedi e il cielo sopra la testa. Detto questo, bisogna riconoscere che da quei lontani giorni gli Anteniani sono cresciuti, sono diventati, diciamo, adolescenti. Dunque, anche i loro giochi sono cambiati, e i loro gusti. A lungo andare hanno perduto interesse verso la verità impacchettata in favole. Oggi vogliono apparire, andare avanti, non marcire nei loro piccoli-grandi confini mentali. Perciò adorano le innovazioni, le idee nuove. Di questo dobbiamo renderci conto. E dobbiamo riconsiderare i limiti che ci eravamo imposti. Infatti, secondo me, oggi non ha più senso continuare a seguire la regola che dice: “VIETATO L’ACCESSO AI MINORI DI DICIOTTO ANNI”... - così parlò il senatore Gor, a favore degli abitanti di Anteo. - Quello che penso è che noi abbiamo fatto diverse cose per mettere gli Anteniani sulla retta via. Mi ricordo bene il progetto “Rinascimento”. Ma anche in quel caso vinse la loro sete di potere, di guadagno, che aveva finito per travisare ipocritamente le nostre intenzioni, privandole del loro senso profondo. –
- La voglia di Verità però è indistruttibile, seguendo il suo incrollabile impulso si rinasce con doppia forza. Certo, non sempre quella brama prende la strada giusta. Tuttavia, ritengo opportuno un nostro nuovo impegno, un intervento spirituale adeguato alla contemporanea maturità degli Anteniani - obiettò il senatore Gor.
- Sono d’accordo sul fatto che gli Anteniani non siano più ingenui e puerili come in passato. Di sicuro sono creature consapevoli e maturate dalle brutte abitudini. Ma è altrettanto vero che i loro vizi appartengono al loro DNA e si trasmettono inevitabilmente con il sangue di padre in figlio. Del resto, in quale altro pianeta le guerre sono così incessanti? Solo in Anteo. In tutti gli altri le guerre sono cose assurde, superate, non appartengono che alla mitologia e all’antichità. In sostanza, ad Anteo, per quanto l’intelligenza e la sensibilità degli individui sia notevolmente evoluta, non tutti i pensanti riescono a comportarsi secondo etica e con un incrollabile senso della morale. È più facile fare il furbo, il dritto, senza avvertire la bassezza della bugia e più in generale della falsità; è più semplice umiliare o eliminare il proprio simile in nome di un qualche subdolo pretesto “di buona volontà”. Io credo che gli Anteniani non potranno cambiare mai. E, per tutti questi motivi, considero che la cosa migliore sia evitare di spendere ancora inutilmente il nostro tempo. Persino la generosità ha un suo limite, e con loro lo abbiamo supetrato da un pezzo - replicò il Presidente del Senato, inamovibile dalle sue posizioni.
Di seguito intervenne il senatore Sur, più giovane del Presidente, ma di qualche anno più anziano del senatore Gor. Il suo volto paffuto somigliava a quello di un angelo, aveva i capelli biondi, ricci e una voce assai melodiosa.
Nel suo discorso cantilenante egli sostenne la convenienza di indirizzare il tempo e gli sforzi verso il pianeta Kura, caratterizzato da una forte componente mistica musicale, i cui abitanti non erano attanagliati da cattive abitudini, solevano rispondere al bene con il bene, non avevano memoria di cosa fosse il male, né di quale sembianza potesse avere. Essi, inoltre, lavoravano indefessamente come formiche. Così vivevano felici e contenti. Danzando e suonando. Durante gli ultimi tre secoli del loro tempo non era stato commesso alcun omicidio. Tutti gli eventi tragici erano stati determinati da calamità naturali dovute al periodo estivo delle secche musicali, nonché alla stagione invernale delle burrasche e dei temporali, anch’essi musicali. Al fine di eliminare i danni causati da questi capricciosi elementi naturali, i Kurani avrebbero voluto domarli, far fronte a essi con una qualche forza paritetica e contraria, e tuttavia nutrivano il timore di deformare, arrivando ad agire in tal modo, l’aspetto musicale e l’armonia del loro pianeta.
- Dunque, signor Presidente, egregi colleghi, ritengo si tratti non solo e non semplicemente di un problema di carattere estetico, quanto, prima di tutto, di un problema etico. Per questo motivo, considero doveroso e ragionevole dedicare un po’ del prezioso tempo piccolodegano all’appoggio della causa dei Kurani musicali - concluse melodiosamente il loro protettore somigliante a un angelo.
- Sono perfettamente d’accordo. Anch’io considero che dobbiamo dare una mano ai Kurani. Senz’altro hanno alti e indiscutibili meriti morali. Inoltre, il loro problema è seriamente etico. Nei loro confronti non possiamo fungere da meri osservatori estranei o, che dir si voglia, soprannaturali. Un tale comportamento sarebbe in contraddizione con i nostri princìpi e, dunque, inaccettabile. Al medesimo tempo, però, suggerisco di tentare un ulteriore esperimento spirituale in Anteo. Nuovo, attuale, moderno. Viceversa, troverei profondamente ingiusto privare di un’altra possibilità i suoi abitanti. Fra l’altro, mi pare di ricordare che lei, senatore Kir, aveva avuto già l’occasione di risolvere problemi ben più complessi. Per tanto tempo, in molti pianeti, non abbiamo avuto successo e i nostri interventi sono risultati vani. Se ricordo bene, persino in Kura non accettarono immediatamente il modello di una vita sana, non realizzarono immediatamente che cosa fossero la Verità e la Retta Via. Poi le cose cambiarono, con nostra immensa soddisfazione. D’altro canto è pur vero che ogni miglioramento reca in sé nuovi temi e nuovi problemi, spesso molto complessi, sia dal punto di vista materiale che da quello spirituale. Ciò detto, sono convinto che anche il Senatore Sur sia d’accordo con me - seguitò a difendere la propria posizione il senatore Gor.
- Illustrissimo senatore, ben comprendo e condivido la sua nostalgia. Non sono però altrettanto convinto che in Anteo possa accadere un qualche insperato miracolo. Lei, senatore Gor, che aveva utilizzato persino la forza ineffabile dell’arte per inviare altissimi messaggi agli Anteniani, sa di cosa parlo. Ma l’arte, sia in forma classica che in chiave moderna, non sembra riuscire a toccare fino in fondo le loro anime. Può darsi che ascoltino con ammirata suggestione le opere musicali da Lei generosamente elargite. Che contemplino con piacere i capolavori della pittura ispirati da Lei. Che leggano alacremente i libri creati con la Sua invisibile partecipazione. E tuttavia, essi non sanno cogliere il senso ultimo e fondamentale dei Suoi messaggi. Il loro udito e la loro vista sono rivolti a valori passeggeri, annebbiati da esigenze secondarie; essi non riescono a sentire appieno l’elevata voce della Verità. Il loro stato mentale non è in grado di riconoscere la Sua immagine tra le moltissime sfumature sacre. Forse per questo, a suo tempo, Lei aveva ammonito gli Anteniani dicendo loro che non vale la pena “gettare perle ai porci”. Tuttavia, se Lei ha cambiato opinione riguardo a quest’ultima verità, nessuno Le vieterà di insistere secondo i princìpi della nostra morale. Dunque, avrà libertà d’azione e questo Senato rispetterà la Sua magnifica e generosa scelta esprimendo il proprio consenso affiché persegua le Sue convinzioni. Ma torneremo sulla questione molto presto, non appena concluse le nostre trans-meditazioni private. Buon volo e buona riflessione a tutti, egregi colleghi - concluse il Presidente, chiudendo momentaneamente i lavori del Senato.

I senatori lasciarono la sala, dileguandosi come fantasmi nell’aria del giorno piccolodegano attraversata dai raggi infra-blu.
In un secondo il Capo del Senato arrivò alla sua villa, oltre la città. Un’abitazione di un piano, coperta da una cupola di vetro. Accanto c’era una piscina a forma di iride, un’enorme iride. Nelle sue acque si riflettevano le piante e i cespugli nani che crescevano intorno, incoronati di frutti strani, a forma di piccoli boccioli, molto profumati. La fragranza che prevaleva era l’aroma di mughetto che proveniva dai grappoli di lamponi, che tentavano di trasformarsi in pepe rosso. Insieme a questo dolce odore si avvertiva anche l’aroma di lilla rosa, il cui cespuglio era coperto di mandarini gialli.
Il Presidente del Senato indossava un accappatoio di seta color nero geranio. Girò tre volte intorno alla piscina, immersa nei profumi, ed entrò nella villa attraversando un muro che in realtà era lo schermo di un grande televisore. Era spento, ma lui lo rianimò pronunciando il codice. Gli apparve un uomo forte, robusto ma grazioso, con il viso nascosto sotto una maschera. Si materializzò davanti a lui lasciando lo schermo su cui era apparso.
- Benvenuto! La prego, si accomodi. Dobbiamo parlare francamente - disse il senatore, per nulla turbato da quella presenza.
- Sono a sua completa disposizione - rispose l’uomo accomodandosi in una poltrona.
- Dovrebbe urgentemente fare un lungo viaggio. Si tratta d’Anteo. Il suo compito non è facile e deve agire in incognito. -
- Che cosa devo fare? -
- Deve pedinare il senatore Gor e vigilare su di lui. Egli ha espresso la sua intenzione di voler dare una nuova opportunità di salvezza agli abitanti di questo pianeta. Essendo il senatore Gor originario di Anteo non riesce a rassegnarsi al suo precedente insuccesso e ritiene i suoi concittadini degni di una nuova opportunità, pronti per un nuovo incontro con Lui. Penso che durante questo nuovo viaggio però il senatore avrà moltissimi problemi etici, e diversi momenti di difficoltà morale per la disonestà degli Anteniani. Può darsi che loro da lui si aspettino nuovi miracoli anche se prevedo che poi nessuno crederà che siano opere sue.
Nonostante ciò il senatore Gor non abbandonerà la speranza di salvare gli Anteniani smarriti. Lo capisco, comprendo la sua situazione delicata e le sue speranze per gli abitanti di Anteo; anche io, come tutti gli altri membri del Senato, sono nato in uno di quei pianeti dove la ragione non aveva trovato la strada giusta per vivere. La mia patria è Uru. I miei compatrioti, solo per fare un esempio delle difficoltà che anch’io a suo tempo ho incontrato, dalla gioia per aver loro insegnato a passeggiare sulle onde fecero a pezzi la mia camicia per conservare un mio ricordo. -
- Spesso proviamo vergogna per la nostra patria, perciò nutriamo l’idea di migliorarla - aggiunse l’uomo mascherato.
- Concordo pienamente con lei ma vorrei evitare che il senatore Gor debba di nuovo subire in Anteo oltraggi e umiliazioni. Non escludo che, riconoscendolo, possano “stracciarlo” per farne cimeli da souvenir!
Per questo motivo ho bisogno del suo aiuto e del suo intervento. Per quanto riguarda le questioni operative riceverà istruzioni una volta arrivato ad Anteo. Le consiglio di partire subito. La distanza è lunga, un anno luce. Prenda la nave extraveloce, il nostro ultimo modello. Avrà con lei, a sua completa disposizione, una squadra composta di specialisti abituati a lavorare in condizioni estreme. - Non appena il Presidente ebbe finito di dare istruzioni all’uomo mascherato questi sparì, così come era arrivato, attraverso lo schermo del televisore.
Il senatore Kir tornò alla piscina, che durante il dialogo aveva cambiato forma, e ora aveva le sembianze di una orchidea. Erano cambiati magicamente anche i profumi dell’acqua infatti si sentì nell’aria un forte aroma di pione.
Il Presidente l’attenuò leggermente passando con la mano sui boccioli. Al suo tocco oltre alla fragranza cambiò anche la forma degli arbusti che assunsero le sembianze di piante di fragoline marroni. Riflettendosi nell’acqua della piscina ne cambiarono il colore che dal verde smeraldo passò alla sfumatura verde pistacchio.
Il senatore si tolse l’accappatoio e s’immerse completamente nell’acqua. Chiuse gli occhi e iniziò a fare la sua trans-meditazione privata.
Sulla piscina apparve una piccola stella che irradiava una luce color rubino.

(...)


 

Vladimir G. Londini è un nome d'arte, ispirato all'autore dall'Ignoto, del quale, in tutta la sua vasta produzione letteraria, si occupa. Infatti, dalle commedie alle fiabe, alla narrativa più profonda, la passione di Vladimir G.Londini è legata alla ricerca e alla speculazione intellettuale proprie dei labirinti dell'essere e Dell'apparire della dimensione umana.

In Italia ha pubblicato “La Luce scomparsa”, “Sulle scale dell’Infinito” e “Sulla fronte non toccata dal tempo” (Romanzi - Cicorivolta 2009)