leggi l'intervista a Emidio Giovannozzi  

CICORIVOLTA®
EDIZIONI
PUNTO
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CICORIVOLTA (LIBERTÀ UGUAGLIANZA DIVERSITÀ) è un marchio registrato ®

 

p.iva 01110090451

INFO
 
 
LEGGIMI NEI PENSIERI, di MARA VENUTO, un racconto corale di storie diverse, còlte, apparentemente a caso, nelle maglie della strada... scorri la pagina e vai alla scheda...  
© 2005/2008
"Nella storia dell'umanità il pensiero narrativo si è sviluppato a partire dall'esigenza fondamentale di sostenere le proprie azioni nel mondo per mezzo di un principio organizzatore, per dare senso all'esperienza, mettere in relazione gli stati psichici con la realtà esterna, coniugare il passato con il presente, proiettare il presente sul futuro, percepire gli individui come soggettività dotate di scopi, valori e legami...". (Maria Chiara Levorato, Le emozioni della lettura, Ed. Il Mulino)
 

 

senso, articolazione e struttura dell'ISBN a 13 cifre (legenda):

 
 
 
alcune anticipazioni su alcune prossime produzioni
   

 

cicodovè

 

 

fotos

 
 
 
 
 
 
 

il fulminante esordio di un nuovo raffinato autore...

ANTONIO MENNA

COCAINA
&
CIOCCOLATO

... un romanzo nero e d'amore, ambientato in una Napoli assolata, torbida e "verace" nella quale i protagonisti si perdono e si ritrovano, e dove lo smarrimento è l'unico orientamento.

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cocaina & cioccolato lo trovi presso

LIBRERIA ROMANO
C.SO UMBERTO I, 120 80016 MARANO (NA)
TEL.0815867189 FAX 0812141894

 

... & anche presso

Edicolè Mondadori
via A.M. Pirozzi,83 - Palazzo ex liceo De Carlo
80014 Giugliano (Napoli)

 

... & anche presso

LIBRERIA STARACE
Via E. Nicolardi, 84
80131 NAPOLI

 

 

 
 
 
   

 

BooM & wOW!!!...

(se non visualizzi l'animazione, scarica Adobe Flash Player )

 

i diritti di edizione de LA LADRA DI SPAGHETTI, di Marthita Pepe, sono stati acquisiti da GIULIO EINAUDI EDITORE per la collana Stile Libero!

 
 

leggi la recensione di Renzo Brollo su www.dadamag.it

leggi la recensione di Tinto Moscato su www.internapoli.it

leggi la recensione di Simone Chicchi su www.denaro.it

leggi la recensione di Agnese Palumbo su www.campaniasuweb.it

 

PREMIO FELTRINELLI...

Antonio Menna, il nostro autore di Cocaina & Cioccolato , ha anche vinto un prestigioso premio letterario con un racconto breve dal titolo "Inchiostro".
Il premio di cui si tratta è "Letti in un sorso", bandito dalle librerie Feltrinelli e dall'azienda vinicola Santa Margherita. Presidente della giuria: Ranieri Polese, inviato delle pagine culturali del Corriere della Sera. Il premio è stato consegnato il 7 novembre a Venezia. Il racconto sarà pubblicato sul retro dell'etichetta di una bottiglia di vino pregiata dell'azienda Santa Margherita; bottiglia che, ovviamente, come ci comunica Antonio Menna, "berremo assieme alla prima occasione, dedicando un sorso e un assaggio a Cicorivolta & friend’s."

 
 

Vasanello (Viterbo) - venerdì 16 maggio 2008 - ore 21.30 - presso la Biblioteca Comunale "E. Froio"... (leggi tutto)

LA PANCHINA

LA PANCHINA

Testimone del fatto che soltanto e sempre la verità individuale - che spesso trapela da un buco, da una cavità sotterranea, da un periscopio d'orbite - può restare e sempre resterà - insieme ai fatti reali e sociali della Storia -, un efficace, raffinato e preciso atto di narrativa senza tempo di

STEFANO PAOLOCCI

 

 

 

Fra gli ultimi giorni del "Geniul din Carpati", ossia Nicolae Ceausescu, e gli anni immediatamente successivi alla sua celebre fucilazione in diretta TV (25 dicembre 1998), la Romania cadde nell'equivoco di una rivoluzione in pratica mai attuata. Specchio di una società spaccata fra la voglia di libertà e l'immobilità latente di un'intera generazione figlia dell'arretratezza del regime ceauseschiano, è Nicu, insegnante di Bucarest. Nicu si trova nel breve volgere di qualche mese disoccupato e dovrà affrontare i disagi di un lavoro che non c'è, i soldi che scarseggiano, il cibo che manca.
Mihail, ragazzino del sottosuolo, vive con la sua amica Barbie nella rete fognaria che taglia la città in trasversale. Da sempre popolata da un'umanità fanciulla, la Bucarest delle fogne è una jungla dove...

 

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"La Fiera del libro in realtà esiste per far dannare i piccoli editori e per spolparli vivi, è una trappola perfetta e labirintica, ognuno ci va perché se non ci va si umilia, non sul mercato ma con gli editori dirimpettai, e si misurano a vicenda la lunghezza degli stand per vedere chi ce l'ha più grosso..." tratto da "La fiera delle vanità - Al bazar di Torino più feste che libri": un grande, illuminato, sovversivo articolaccio di Massimiliano Parente - pubblicato sul quotidiano Libero del 13 maggio 2007 - (se non lo sai, cerca su internet chi è 'sto diavolo d'un Massimiliano Parente)

 

 

Mara Venuto

LEGGIMI NEI PENSIERI

LEGGIMI NEI PENSIERI

 

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Questa raccolta di "voci" è stata concepita per costituire un racconto corale di storie diverse, còlte, apparentemente a caso, nelle maglie della strada con, a fare da collante, solo l'appartenenza all'umanità più viva e contemporanea. Dice Mara Venuto: "Ho immaginato un respiro di riflessioni dei protagonisti sulle proprie vite e sulla propria storia, alla luce della quale dare una ragione al presente".

 
 

dal 10 marzo 2008 MARA VENUTO collabora con il programma di Maurizio Costanzo "Stella" e la sua redazione, collegandosi via webcam e interagendo con gli ospiti presenti in studio... se vuoi un accenno con Raiz, l'ex voce degli Almamegretta, oggi solista, clicca qui

 
 
Parma, 1° marzo 2008 - video "L'Estraneo sono io" by Pietro Presti (tratto da La fragilità dei corpi)

 

Pietro Presti

LA FRAGILITÀ DEI CORPI

dai bassifondi di Palermo, con una prosa densa, in cui le parole rasentano la pienezza cinematografica delle immagini, ecco il nuovo romanzo

_________________

 

leggi la recensione su www.xtm.it

leggi la recensione su www.kultvirtualpress.com

leggi la recensione su www.dadamag.it

leggi l'intervista a Pietro Presti a cura di Delirio.NET

leggi la recensione su www.nohapoeta.it

 

 

leggi la recensione su www.arcilettore.it

leggi la recensione su www.kultunderground.org

 

 

COSE SFIZIOSE

COSE SFIZIOSE

il nuovo, spassoso, tragicomico romanzo di Fabrizio Bianchini...

Premio
Piccola Editoria di Qualità
2007

SEZIONE Il giallo 1° CLASSIFICATO

 

 

 

 

Iggy non è un alieno

Iggy non è un alieno

di
Lady Stardust

Premio
Piccola Editoria di Qualità
2007

Sezione Romanzo di Formazione

SEGNALAZIONE speciale della GIURIA


 

 

 

 

 

 

CENTRO COMMERCIALE

l'esordio di Mario Favini

Centro Commerciale

leggi la recensione di Giuseppe Iannozzi

 

Uomini, donne, bambini dallo sguardo perso, dall'espressione assorta e dallo stupore incurabile, si aggirano nella fredda familiarità dei microspazi circostanti, fuori e dentro la zona ipermercato. Nessuno ha volontà di ... vai alla scheda

clicca sull'immagine sottostante e leggi l'articolo apparso su Novara Oggi

 

Leggi l'intervista di LIBRIESCRITTORI a Mario Favini

 

 

 
 
 
animazione by Phab Postini
 
CICORIVOLTA EDIZIONI PUNTO COM    
   

 

Cicorivolta è nato per essere libero, nel pensiero e nelle forme di espressione;

reclama ogni bisogno profondo dell'animo, fra vizi, difetti e virtù;

si nutre di vino, ragazze e canzoni, di energia e di curiosità;

vive nel rispetto trasversale di culture, di esperienze e di testimonianze;

crede nei giovani e nello sviluppo dei diversi orientamenti individuali (perché è convinto che questo sia un preciso dovere), ma crede soprattutto nell'uomo di ogni età e continuità mentale;

Cicorivolta promuove l'ironia che incita alla riflessione, il dramma che trapassa la coscienza;

onora l'eroe del mondo quotidiano, che attraversa i giorni e segue il fiato del tempo comunque sia;

il suo motto è LIBERTÀ UGUAGLIANZA DIVERSITÀ;

il suo sguardo è concentrato in avanti, ai dettagli e alle piccole cose, ai richiami dei giorni e delle notti, ai profumi della strada e del mondo fuori di casa...

(© 2005/2008 - tutti i diritti riservati)

 

Cicorivolta was born to be free, in thought and in the forms of expression;

he claims every deep need of soul, among vices, defects and virtues;

he feeds himself with wine, girls and songs, with energy and curiosity;

he lives in the cross-sectional respect of cultures, experiences and life reports;

he believes in young people and in the development of different individual orientations (because he deeply believes that this is a precise duty), but above all he believes in any-aged man and in mind continuity;

Cicorivolta promotes irony that urges to reflection, the drama that passes through consciousness;

he honours the daily world hero, who goes through days and follows the breathe of time, whatever it is;

his maxim is FREEDOM EQUALITY DIVERSITY;

his glance is concentrated forward, towards details and little things, to the calls of days and nights, street and outside world smells...

(© 2005/2008 - all rights reserved)

 

 

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(La poesia della settimana)

FIN QUI

Un trancio d'arcobaleno si è agganciato alla luna.
In mezzo al blu torvo, non te lo spieghi.
Un passo indietro, cerchi il tuo bandolo.
Vita sazia, spregiudicata.
Hai pensato: eccomi.
Ma non eri.
Disciolta, la tua fame non ha più sapore.
Castelli su di te come ghirlande ai tropici.
Eppure, non c'eri.
Ti credevi fiamma e oro e brillanti
e, qualche volta, erba secca.
Ti credevi luce e missione.
Sei dado.
Giro di carte senza figure.
Mano morta.
Da lontano, da molto lontano,
fin qui.
Lucidamente fai surf sulle vette
giocoliere impeccabile
sopra il mare che bolle.
Hai chinato, un po', la testa di lato.
Ti sembra possibile?

( © Giorgia Monti - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

L’ombra

negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce - se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?
pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà
che estinta con l'ultima sua luce
rientrerà nel corpo-contenitore
unificata con la terra - senza un grido
tutt'uno con la morte -
senza perché - solo ombra

erché – solo mbr( © Felice Serino - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

A Dino Campana

Il vento spaventa di risposte
I miei consigli ripetuti
Alle ore vuote di questo sole
Prosaico di novembre
Passi affaticati nella notte
Di un giorno che, a stento,
Sveglia le colline
Morte sui clivi boscosi
Sugli argini ombrosi
Nelle nebbie pallide e azzurrine
Coltri farinose e densi vapori fluviali
Che spaventose imprese di notti confuse
Circondano i crepuscoli sbiaditi
Del sole in divenire, addio,
Al dio del mare che sprofonda
Il denso azzurro di un liquido
Ombreggiare
Cautamente allontano
Per non frangere flutti impetuosi
Porcellane di bambole pallide
Di rosa mani dipinte
Porcellane di mani sbiancate
Di smalti trafitti
Anni di ardori, dolori, pallori
Fragilità a perire, folle Dino, a inveire
Rabbie da urlare, Dino
Che dolce impaurire
Di furie incomprese
compresse
Denso batte
Nella notte
Sento i passi
Che botte
Sento e perdo
I pensieri
Nelle fughe di un lontano arpeggiare
Le corde dei timpani appesi
Le chiese rinchiuse di cere
Le voci dei pazzi a sfinire
Fragile anima a rotti di agire
Sfinimento di sensi
Di parvenze assopite
Nei luoghi comuni dei monti, dei fiumi, dei prati, dei mari…
Di fughe, onde, braccia, ponti, strade, notti, luci…
Anime stanate…

( ©Adele Pedroncelli - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

Ai Poeti alla finestra

Cadranno uno ad uno
i vostri sogni
dentro pregiudizi ritagliati
su misura
avamposti della vostra paura.

E faranno rumore
alzando nuvole di polvere
e di idee claudicanti.

Voi bulimici della parola
che vi arrampicate sui versi
per scivolare nei deja-vue
di una poesia anoressica.

Voi che dondolate
fra i teorici della giustizia divina
ed i pratici della giustizia sommaria.

Voi che masticate la storia
come un cibo avariato (dal tempo) e
non vi accorgete che le rivoluzioni
passano
molto più in là del revisionismo accademico.

Voi che non sapete ancora riconoscere
l'odore fedele a tutte le miserie
quel dolore in retroguardia
di un'umanità depredata
dei propri bisogni.

Non state alla finestra
mezzadri del potere
il vostro guardare
è colpevole.

( © Paolo Lazzini - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

VEDI?

Il buco della cintura è sempre quello, l'ultimo,
ma la gravità del tempo disegna sulle mie forme
rinnovati profili e il tatto affonda in una
morbidezza nuova e secolare.
Eppure resto esile e nervosa
ad affacciarmi a un giorno che non fa distinzioni.
E' un corpo reduce che ancora conserva una grazia, invidioso
di una solidità ossuta e bambina.
Solo i seni resistono orgogliosi, rigonfi della ruvida
presa delle tue mani ingorde e della mia voluttà.
Morso di barba irsuta, grido di puttana esule e consapevole.
...
Sono uscita in una notte finalmente chiara
con l'aria che respira e il vento che c'è, ma non si vede.
L'odore fitto della pioggia mi smuove
un brivido a rallentatore,
una pozzanghera riflette bagliori
notturni che sanno di vero e di pianto e di liberazione
e di quiete e ... basta.
Tra il rotolante fruscio di una foglia secca
- così poetica nel suo accartocciarsi caldo e marrone -
e l'indecisione di un verde cauto più in alto,
mi accorgo che i miei capelli danzano frivoli a una debita distanza.
Non ho freddo,
posso sorridere e godermi lo spettacolo
al centro di un tutto che mi ammanta nella mia totale
estraneità ai fatti e indiscutibile impotenza.
Sono sola, le mani in tasca,
gli stivali arroccati sul ghiaino fradicio,
le gambe immobili e nessuna paura.
Gli occhi s'ingozzano di nitidi contorni nel riverbero estatico
di un panorama pulito, essenziale, semplificato.
I polmoni compressi dilatandosi strizzano il cuore
che s'agita di un tremore sordo e sconfinato,come il cielo
che intravedo tra un rombo di nuvola in vestito da sposa e le stelle
a orlarle una severa acconciatura.
Non ho rimpianti, non ho passato, non c'è futuro, né desiderio ...
languido, contemporaneo ed eterno, tutto sfila in un solo fiato.
...
Vedi?
Con calma, a poco a poco, io cerco di tornare.
A lungo sorseggio il tuo bacio della buona notte
mentre un po' di saliva mi s'incastra
sul mento e punge come in un graffio.
Sono alla fine di tutte le storie e appena all'inizio di un'altra.
Mi passo una mano sull'anima, beve la terra digiuna,
di poco saziandosi come in tempi duri di dopoguerra e carestie.
Sei gentile a esserci.
Mi addormento pensando all'aroma di un buon caffè,
forse, domattina.

( © Giorgia Monti - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

Libertà

ma è la liberazione
di/da un mondo incipriato

danza di fenicotteri ubriachi
orgia d'acqua senza diga
euforia d'un evaso

scrivere senza gravità

( ©Eleonora Roaro - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

Ho sentito

Ho sentito le mie parole
rotolare nel deserto
pieno della stanza.
Ho acceso gli sguardi,
confuso gli anni, slacciato
i bottoni dell'inverno.

Ho sentito le mie parole
masticare carne e modellare vento
di altrui pensiero.
Rimbalzavano, lame leggere,
a tergere il velo di un pudore antico
insidiose, ma innocue a un tempo,
diverse eppure le stesse
perle sciolte
dal filo rimosse.

( ©Adele Pedroncelli - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

JAMMIN'

Io non ci sono,
tu non ci sei più.
Ci sono solo le nostre ombre
come candele spente
sulle strade abbandonate del Jammin',
mentre un vento che sa di Jack Daniel's
scompiglia le pagine di centomila voci, illeggibili ormai
ed è sola la sedia
dove appoggio la schiena e scrivo
questa specie di allegra buona notte
dedicata a te.

( © Javier Guado - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

COME UNA LACRIMA

Aggrappato agli specchi dei tuoi occhi
scivolo via come una lacrima del tuo dolore.
Attraverso il tuo dolcissimo viso
ristagno su un angolo della tua bocca
un tappeto di rose steso sulla tua faccia.
Gocciolo sui tuoi seni delicati
contenitori del liquido della vita
ai quali starei attaccato fino alla morte.
Invece, in caduta libera,
atterro sul tuo magrissimo ventre
frenando la mia corsa
contro la siepe nera del tuo sesso.
Infine precipito sul pavimento
abbandonandomi ai tuoi piccolissimi piedi
che leggeri vanno via
mentre il tuo volto è già illuminato
da un nuovo bellissimo sorriso.

( ©Gennaro Morra - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

CANARINO E CATRAME

L'azzurra presenza del foglio
adombra il riverbero della sera
ai vetri appesa, nel rimembrare steli
d'erba e noci d'asfalto, scorticate al suolo.
Modellammo così come catrame, caldo e denso,
il mantello del nostro amore maturo, canarino
il frullo, leggero come il tempo ch'è trascorso
e non importa la sorte…
Canarino e catrame, il giallo e il nero.
Tenera piuma nell'incavo dei grani nodosi.
Oltre il prospettico apparire, parametri spaziali
sensazione propria e volontaria,
altro percepire, oltre il vedere
l'intuizione di un orizzonte aperto,
interpretazione che il senso è sconcerto
e le mani, parole, aperte sul precipizio
del dolore.
Non è mai perfetto questo amore
di giunchiglia schiusa.
Mi ha chiuso il passaggio, la strada è deserta.
Nessuno sa il disincanto,
che il disincanto spiace,
così spiace lo sguardo che scivola sui muri
e tace.
Neri coriandoli dileggiano
lo schermo piatto della sera.

( ©Adele Pedroncelli - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

COTTA O CRUDA

boh
una vita e tante cose come nessuna
è uguale cioè che fa lo stesso
menzogna o verità o delirio o sogno
magari ... pazzia?
realtà come confusione
confusione come unica realtà e poi...
mi si spezzano le unghie, così, senza un motivo
capisci?
ieri mi sono vista i primi capelli bianchi
non ha nessuna importanza ma ne ha
ecco, quando non si ha più voglia di essere soli
sappiamo di esserlo, sempre
butta giù
butta giù la linea butta giù il pensiero
butta giù la grappa dal bicchiere
butta giù le membra sul divano
butta buttati giù
in fondo
sotto
di più
ancora e poi ancora
e poi ancora un attimo
non ci voglio restare qui
voglio niente
voglio troppo
tutto
bambina cattiva
brutta e cattiva
tutte le strade portano da nessuna parte
adesso muoviti e dimmi da che parte stai

( © Giorgia Monti - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

( STORIA DI UN ATTIMO )

Una volta ho cercato i tuoi occhi
e li ho trovati nei miei.
I tuoi occhi distratti
da tutti gli uomini,
dentro i miei occhi.
E tu non avevi Nessun Nome
e il mio nome era Nessuno.
Ti ho vista, attraverso i tuoi occhi.
Una volta, per un attimo solo
io ti ho vista.
Mentre pensavi a tutti gli uomini.
E pensavi a tutti quelli.
E a tutte le altre cose.
Come a un cielo basso.
A un cielo basso e a un sole piccolo piccolo.
Lontano da te. O troppo addosso a te.
Oppure non pensavi a niente, va bene, come vuoi.
E a nessuno.
E forse non eri neanche tu, no. Non eri tu.
E sarà per questo, se non ti ricordi adesso.
Se non ti ricordi già più.
Ma quella volta, per un quarto d'ora,
ho avuto i miei occhi nei tuoi.
Quando tu non avevi Nessun Nome
e il mio nome era Un Attimo.
Ed era anche Nessuno, il mio nome.
Poi ti ho pagata e sono uscito.

Mi hai baciato sulla guancia e sono uscito.
A telefonarti un sorriso.
E a dirti grazie.
Quasi fosse Amore
già da un mucchio di tempo.

( © Javier Guado - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

TALASSICO RESPIRO

L'arenile arrendevole
arretra alle sue ronde,
pittore e poi scultore
lo soggioga e lo modella
e di nuove geometrie
decora coste e dune.
Vani supponiamo
presidi nell'attesa e,
mentre la costanza
non è una sua virtù,
conosce tregua solo
colui che guarda altrove.

( © Vittoria Soranno Fanelli - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

Sono qui

Sono qui immobile
che scrivo parole,
scavo nell'anima,
descrivo emozioni,
e righe sempre più nere
prendono forma
come se avessero ali leggere.
Sono qui da sola
che scrivo di me,
mi cerco nel silenzio della notte
con quell'attesa dentro,
con quel morso,
con quell'ansia che alimenta la fantasia.
Mi fermo a momenti,
persa nel dubbio,
lascio andare il sogno,
mentre il desiderio cresce,
sale, avanza, mi consuma.

( © Carina Spurio - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

GENTE MONDO

Oggi aria celeste.
Cielo, grande pizza blu
con mozzarella nuvole.
Zingari amici
fiume bagno nudi.
Bambini e cani
gioco piccoli animali fuori e dentro,
sopra e sotto roulotte.
Agnelli NO sangue colano,
festa carne pulita.
Tramonto,
sole gonfio pomodoro/papavero.
Oggi scrivo poesia,
sigarette acquavite silenzio
musica di tromba e quella
dicono fisarmonica.
Rumore di tempo non esiste più,
io non sento paura di morte ma vedo
lampi di fumo e donne,
occhi di lupe che ballano uomini
e birra moretti davanti a fiamma che sale.
Questa notte fuoco di stelle,
musica di vita
con luna storta che guarda,
nostra piccola festa
Rom.

( © Javier Guado - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

SENZA DOVE

Con la pistola puntata alla tempia, la pistola puntata alla tempia...
E' un metallo che brucia mentre raggela.
Cola in gola come fiele, ma non è paura.
Sposta quell'arnese che c'è ancora qualcosa da vedere in giro.
Ho i succhi gastrici un po' incazzati e una strada deserta da percorrere
... oltre, ancora oltre, non arriverà nessuno.
Nel non luogo della mia mente è cresciuto il tunnel
... era incastonato nella brina ghiacciata nella stagione del silenzio
e farina in cielo fin dove l'erba cresce, dal basso.
E farina densa in un cielo che perde di dignità.
Sei stato tu? Sei stato tu?
Dimmelo, lo voglio sapere.
Ho una pistola puntata alla tempia e di te non vedo che un'ombra.
Spostala, sposta quell'arnese che c'è bisogno di un po' di vita
da smerciare sottobanco ché i grandi della terra non abbiano
sogni tranquilli da fare.
Ti senti forte oggi? Ti senti vero?
Guardati, mi fai ridere ... non così, per dire, ma per davvero.
Cacciatela in bocca la tua canna sfavillante, pisciati addosso e trema
e confessa, dai su, confessa che non ti fa poi così schifo vivere.
Ho fatto un giro senza sole, una capriola stanca senza vertigine.
E' troppo freddo per i significati,
c'è troppo grigio per un ballo in maschera.
Non ti diverti alla festa?
Eppure dovresti, è come un bel pacco di natale.
Ho la schiuma alla bocca e sapore di sale.
Con una pistola alla tempia, una pistola alla tempia,
so esattamente dove si trova il mare.

( © Giorgia Monti - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

Niente è come sembra

quaranta quarti d'ora
o giù di lì col volume
a tutta birra fino a quando
la razza della sventola colpisce
il piatto che fa gong e bussano
pugni neri alla porta e le foglie
di ficus cadute risalgono
sui rami spogli e le mutande
rientrano sulle cime
delle orecchie per darsi
una specie di contegno, ché il fischio
rumoroso del vento
fuggito via e dei suoi
venti orchestrali ha scosso
il bicchiere colmo della
ragazza della
porta accanto, cambia
disco, metti
un jazz, che c'è
lei…

( © Javier Guado - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

Un senso

Sono come un giardino d'inverno,
scolpito sotto la coltre.
Sono come amaranta di sera
che si chiude in preghiera.
Posso esser farfalla
che sa vivere un giorno
lamentando lo strazio
del tuo non credere.
Desolazione desolazione
fedele compagna,
raccoglierò le vesti
saluterò il fringuello
e lascerò che vane parole
diano un senso a questa
dipartita.
Un senso a questa… condizione.

( © Tiziana Zago - Tutti i diritti riservati)

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(La poesia della settimana)

PREDA RIDENS

un rotolare di sassi non passa
per il punto sguarnito della coscienza
ma s'impiastra di fango e i segugi dai nasi
umidi al vento di mille
voci di cacciatori che soffiano
per i canaloni ciechi non sentono
fra le canne d'India la preda,
agile bestia calda nel solco
di muschio e terriccio avvezza
all'eternità degli occhi, dea
fra le querce secolari, che di balzo
in balzo fugge risalendo verso
la luce del nulla ovattato
di nulla e dall'alto
degli scoli di un varco svanisce
quando ride senza
vera salvezza nei secoli
iena dei secoli,
amen.

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